Nel xv secolo Vicenza entra nei domini di Venezia e, a partire dal 1540, l’aristocrazia veneziana dà vita a nuovi fondi agricoli nell’entroterra. Andrea di Pietro della Gondola, detto il Palladio, uno dei maggiori architetti occidentali, viene incaricato di progettare il sistema di nuove residenze nobiliari. Vicenza si adorna di palazzi privati ed edifici pubblici, mentre nelle campagne Palladio realizza ville straordinarie che coniugano funzionalità ad eleganza. La villa veneta palladiana diviene un modello, una configurazione estetica e culturale, nell’ambito dell’architettura in grado di generare uno stile preciso influente in tutto il mondo. Lo stile palladiano si ispira alle forme della Classicità e si diffonde in Europa e nell’America del Nord.
[expand title=”L’Architetto”]
Andrea Palladio è riconosciuto come uno dei più grandi architetti mai vissuti e genio dell’architettura del Rinascimento. Palladio studiò l’arte del mondo classico ma ritrasformò i modelli antichi realizzando una sintesi estetica insuperata, che illustra i principi dell’Umanesimo ed è riconoscibile per la pulizia delle forme, l’equilibrio dei volumi, le simmetrie delle composizioni geometriche. Le sue creazioni architettoniche esibiscono una dialettica tra antico e moderno in una formula originale che armonizza l’ordine razionale con il contesto naturale. Di modeste origini, Palladio grazie al suo talento riuscì ad intercettare le simpatie di committenti facoltosi e colti, accedendo a forme di protezione e mecenatismo che gli permisero di completare la sua maturazione artistica e culturale; compì ad esempio diversi viaggi a Roma per studiare le testimonianze monumentali, civili e religiose, dell’Antichità romana, e in occasione dei quali entrò in contatto con le opere di Raffaello, Bramante e Michelangelo.[/expand]
[expand title=”Quale fu il legame tra Palladio e Vicenza”]
Fondata nel II secolo a.C., Vicenza prosperò sotto la dominazione veneziana dall’inizio del XV secolo alla fine del XVIII secolo. Vicenza è considerata “la città del Palladio” perché la maestria del sommo architetto intervenne per ridisegnare il volto della città rendendolo una unità inscindibile dall’opera di Palladio: gli edifici pubblici e privati palladiani si radicano nel tessuto cittadino preesistente (d’aspetto gotico medievale), rinnovandolo e determinano il tono complessivo del passaggio urbano. Tale processo estetico e culturale, pur essendo opera di un sol artista, si estese oltre la città proseguendo anche nel paesaggio delle campagne venete con l’edificazione di numerose ville nel corso di 40 anni di attività intensa. Le Ville Palladiane di campagna sintetizzano, sia figurativamente che materialmente, gli aspetti funzionali della gestione delle terre e l’autocelebrazione dei proprietari. Il cuore è la casa-tempio, abbellita con una monumentale scalinata, coronata da un frontone sostenuto dalle colonne della loggia. I portici si sviluppano ad ala rispetto l’edificio principale e terminano spesso con torri. I diversi componenti sono collegati da un linguaggio classico comune e ordinati secondo una gerarchia ben definita. Con Palladio, Vicenza e il suo territorio recuperano l’eredità antica per proiettarsi verso il Neoclassicismo, acquisendo così un riconosciuto status a livello mondiale, che si riflette nei testi di architettura e storia dell’arte. Palladio divenne fonte d’ispirazione per un movimento senza eguali nella storia dell’architettura. Vicenza, città natale di questo movimento, conserva molti degli edifici originali e per ciò è l’esempio vivente di un concetto umanistico totale, basato su una interpretazione contemporanea dell’antichità. L’estensione del Sito allarga il riconoscimento dell’Eccezionale Valore Universale dell’opera di Andrea Palladio alle altre manifestazioni del suo genio creativo presenti in tutta l’area veneta, dimostrando notevole versatilità nell’applicare i suoi principi sia al contesto rurale che a quello urbano.[/expand]
[expand title=”La nascita delle ville palladiane: la Serenissima diventa latifondista”]
La classe dirigente veneziana voleva promuovere un riassetto agrario dell’entroterra veneto e le sue esigenze pratiche vennero ben comprese dal giovane Palladio. L’opera di Palladio divenne espressione della politica della classe dirigente della Repubblica di Venezia costituito da un ricco patriziato nobiliare e mercantile, alle prese con il consolidamento dei nuovi benefici fondiari nell’entroterra veneto.[/expand]
[expand title=”La forma architettonica della villa e la Filosofia del vivere in villa”]
Euritmia: l’armonia e le proporzioni matematiche e geometriche tra le parti e il tutto sono l’alto messaggio della lezione palladiana.
“L’architettura – scrive Palladio – non è altro che una proporzion dei membri in un corpo, cussì ben l’uno con gli altri e gli altri con l’uno simetriati e corrispondenti, che armonicamente rendino maestà e decoro. […] dee il corpo con membri e questi con quello aver insieme armonica proporzione, e che da quello nasce poi quel bello che da gli antichi greci Heurithmia vien detto: che altro non vuol dire che cussì ben composto corpo che più non si desideri” (lettera al conte Giovan di Pepolli). Nelle parole del maestro è evidente come razionalità e funzionalità siano legate inestricabilmente alla espressione simbolica e ideologica che la villa urbana e di campagna ha il compito di trasmettere: è un centro del potere, ma anche luogo di diletto, di cultura e bellezza. La villa palladiana è concepita come recupero umanistico della villa romana antica, allontanandosi dall’idea di villa-castello medioevale, dove la funzione bellico-difensiva prevaleva. Nel contesto dei fondi agricoli la villa palladiana è residenza rurale intesa come “unità architettonica e produttiva”, una sintesi cioè tra villa e fattoria, dove accanto ai lavori della terra (centro operativo) sono curati i valori dell’otium da parte del signore, in uno scenario aristocraticamente autocelebrativo. La filosofia del vivere in villa è portatrice di un rapporto profondo e caratterizzante con il territorio.
“… Per l’esercitio, che nella Villa si suol fare a piedi, a cavallo, il corpo più agevolmente conserverà la sua sanità e robustezza e dove, finalmente l’animo stanco delle agitazioni della città, prenderà molto ristauro e consolazione e, quietamente potrà attendere agli studi delle lettere e alla contemplazione“.[/expand]
[expand title=”Il Palladianesimo”]
Il Palladianesimo fu un movimento stilistico e culturale senza eguali nella storia dell’architettura per le influenze che dall’area veneta si propagarono in tutto il mondo, in particolare in Europa occidentale, nel Regno Unito e negli Stati occidentali degli USA: a partire dagli ultimi decenni del Cinquecento fino a tutto l’Ottocento gli artisti italiani, inglesi, russi, statunitensi, francesi, polacchi, cecoslovacchi, irlandesi guardano a Palladio e si rifanno alle sue soluzioni estetiche. Palladio rimane un riferimento irrinunciabile per l’architettura pubblica e privata, consacrandosi come paradigma architettonico di scala internazionale.[/expand]