Villa d’Este a Tivoli, con il palazzo e i suoi giardini, è una delle più importanti e significative manifestazioni della cultura del Rinascimento. Le componenti architettoniche e gli apparati decorativi, formati da fontane, bacini, grotte, viali e padiglioni degli eccezionali giardini, sono un esempio unico e straordinario del giardino all’italiana del XVI secolo. Tra i primi “giardini delle meraviglie”, i giardini di Villa d’Este sono una pietra miliare nella storia europea del giardino e hanno determinato innumerevoli influenze in tutto il mondo.

[expand title=”Un progetto grandioso per la villa del cardinale Ippolito d’Este”]
Nel 1550, il cardinale Ippolito II d’Este, governatore di Tivoli, iniziò la costruzione di una principesca residenza rinascimentale con annesso un giardino che è considerato ad oggi un capolavoro insuperato. Villa d’Este fa parte del sistema di sfarzose ville di campagna che, tra il XVI e XVII secolo, l’aristocrazia romana di cardinali e nobili famiglie edificò per rivaleggiare con la magnificenza papale, come le Ville di Frascati, Villa Farnese a Caprarola, Villa Gambara a Bagnaia. Villa d’Este, tuttavia, si distingue per l’eccezionale contesto paesaggistico, per il ruolo dell’acqua e le opere di ingegneria idraulica e per le caratteristiche uniche del programma decorativo vegetale e scultoreo. Ai piedi dei Monti Tiburtini, nei pressi del borgo di Tivoli, l’ideatore del progetto architettonico e iconologico della Villa, Pirro Ligorio, operò dei profondi cambiamenti nell’ambiente naturale e nel tessuto dell’abitato, per ottenere quelle condizioni di spettacolarità scenografica che il suo illustre committente desiderava: venne deviato il corso dell’Aniene convogliato in una galleria sotterranea per alimentare le fontane e furono creati rampe e terrazzamenti artificiali per effetti prospettici.[/expand]

[expand title=”Il palazzo”]
La Villa è un’architettura cinquecentesca, ristrutturata e ampliata a partire dall’antico convento annesso al preesistente Palazzo del Governatore. Per decorare gli interni Ligorio chiamò gli artisti del tardo manierismo ammirati nelle corti romane e schiere di raffinati artigiani – stuccatori, doratori, falegnami. Il salone d’onore è affrescato dalla scuola di Girolamo Muziano e Federico Zuccari, e presenta temi mitologici classici inerenti a Ercole, protettore della casa d’Este, e a Ippolito. Tali temi sono ricorrenti anche negli affreschi degli appartamenti del Cardinale, nelle altre sale di rappresentanza e nei motivi scultorei del giardino.[/expand]

[expand title=”Il giardino”]
Il sistema dei giardini e delle fontane rappresenta un capolavoro dell’ingegno rinascimentale e il più celebre prototipo del giardino all’italiana, in grado di influenzare profondamente la moda francese ed europea. Vennero impiegate spese ingenti e maestranze altamente qualificate, artisti nella realizzazione di fontane e giardinieri, che realizzarono sotto la guida di Ligorio un elaborato complesso di viali, padiglioni, terrazze, ninfei, fontane dove colture rare e pregiate di fiori arrivati dalle Indie ed altri esotismi si mescolavano armoniosamente a strutture architettoniche e apparati scultorei. La celebrazione del casato estense è affidato a temi mitologici che in ciascuna fontana vengono sviluppati in un quadro spettacolare e sublime. Anche sotto l’aspetto tecnologico, le fontane di Villa d’Este sono strabilianti poiché gli incredibili giochi d’acqua sono originati dalla naturale pressione dell’acqua e vennero introdotte anche animazioni meccaniche e musicali che impressionarono nei secoli, quasi fossero dei prodigi, gli illustri visitatori.[/expand]

[expand title=”Il declino e il recupero”]
Il Parco di Villa d’Este divenne meta obbligata di artisti, intellettuali e giovani aristocratici in visita in Italia. Durante il XVIII secolo la Villa subì un periodo di declino quando entrò nelle proprietà degli Asburgo; bisogna attendere la seconda metà dell’Ottocento, per vedere la Villa ritornare a nuova vita grazie agli interventi di recupero e tutela messi in atto dal cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst.[/expand]

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