La Valle Camonica è nota in tutto il mondo per la straordinaria ricchezza e varietà di incisioni rupestri, inserite nel 1979, quale primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Essa rappresenta un luogo di fascino e suggestione davvero unico, in cui l’Uomo e l’ambiente hanno interagito fin dalla Preistoria, caratterizzandola come “La Valle dei Segni”.

[expand title=”I numeri del Sito, la sua geografia e il valore di una gestione lungimirante: il primo Sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale”]
La Valle Camonica occupa l’area settentrionale della provincia di Brescia, fra il Lago d’Iseo e i passi del Gavia e del Tonale. L’arte rupestre è attestata su tutto il territorio della Valle Camonica, la più vasta delle valli bresciane, attraversata dal fiume Oglio: ad oggi sono state censite oltre 180 località con incisioni, per un totale di circa 2000 rocce istoriate (arenarie e conglomerati), oltre 300.000 grafemi plurimillenari , distribuite in oltre 30 dei 42 Comuni della Valle. Attualmente i parchi in cui si possono ammirare le incisioni rupestri sono otto, ma il loro numero è destinato a crescere, non solo per la ricchezza di testimonianze archeologiche presenti in altre aree della Valle Camonica ma anche per l’impegno degli Enti Locali, consapevoli che la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio costituisca una importante prospettiva di sviluppo socio-economico. Al riguardo, dal 2006 in Valle Camonica è stato istituito il Gruppo Istituzionale di Coordinamento (GIC). Si tratta di un tavolo di lavoro che ha il compito di occuparsi dell’attuazione del Piano di Gestione di questo sito UNESCO e di collaborare per le attività di tutela, conservazione, valorizzazione e promozione turistica e culturale del patrimonio archeologico.[/expand]

[expand title=”L’arte dei Camuni dalla Protostoria alla Storia”]
Le incisioni sono state realizzate lungo un arco di tempo di oltre 13.000 anni, dalla fine del Paleolitico Superiore alla fine del I millennio a.C., quando si conclude il grande ciclo dell’arte camuna. La pratica di incidere le rocce tuttavia prosegue anche dopo la conquista della Valle da parte dei Romani, giungendo fino all’epoca medievale e moderna. Le raffigurazioni, incise talora con grande accuratezza, trattano aspetti della spiritualità e momenti della vita quotidiana degli antichi abitanti della Valle. L’arte rupestre pertanto riveste un’importanza fondamentale non solo per la quantità di soggetti incisi e per l’evoluzione cronologica, ma anche per lo stretto legame che le incisioni hanno con la storia dell’Uomo: scoprire e conoscere l’arte rupestre camuna permette di compiere un viaggio unico e indimenticabile nella preistoria e protostoria europea per giungere, attraverso le incisioni di età storica (romana, medievale e moderna), sino alle soglie del XX secolo.[/expand]

[expand title=”L’evoluzione della società camuna”]
Sulle superfici delle rocce è scritta l’epopea della società camuna ed i mutamenti che la interessarono, poiché l’arte rupestre riflette il passaggio da popolo cacciatore a popolo artigiano e agricoltore. Le rocce istoriate più antiche appartengono al Paleolitico superiore e al Mesolitico e sono caratterizzate da semplici rappresentazioni realistiche, specialmente di animali (caprioli, alci) in cui spicca, su tutti, il cervo: i Camuni qui dimostrano la loro natura di predatori (cacciatori e pescatori), che nei luoghi dei bivacchi (anche in quota) istoriavano i massi accanto ai quali trovavano riparo. Nel Neolitico (VI-IV millennio a.C.), con la comparsa della agricoltura e dell’allevamento e con il progredire delle lavorazioni artigianali (tessitura, ceramica, levigatura della pietra), assume più importanza la figura umana anche in relazione a gesti rituali ed ai significati religiosi. Tipica del periodo è la figura dell’orante, un uomo stilizzato con braccia e gambe piegate, forse in posizione di preghiera o di danza. Ma accanto alle incisioni figurative sono presenti anche dischi, spirali e composizioni geometriche interpretate come l’immagine dei campi coltivati. Nell’Età del Rame (metà del IV-III millennio a.C.), con lo sviluppo della metallurgia per la produzione di armi e oggetti ornamentali e l’uso del carro e dell’aratro, l’arte rupestre camuna è caratterizzata da stele e massi –menhir istoriati collocati in luoghi interpretati come “centri cerimoniali “ o “ santuari” frequentati per millenni e dove si svolgevano attività connesse al culto. Composizioni di gruppi di uomini, di animali (stambecchi, cervi, volpi, maiali o cinghiali), di scene di aratura e di traino del carro e di armi (pugnali, asce e alabarde), di ornamenti sono i nuovi elementi che testimoniano l’aumento della complessità dell’organizzazione sociale. La sfera della spiritualità è caratterizzata da una religiosità di tipo sciamanico dove sono praticati danze sacre, riti di iniziazione e il culto dei morti. Con l’Età del Bronzo (II millennio a.C.) si ritorna a incidere le superfici rocciose all’aperto e tra le figure di questo periodo si annoverano ancora vari tipi di armi, come asce e pugnali, ma anche scene rituali con figure di oranti, telai e palette. Le incisioni datate all’Età del Ferro (I millennio a.C.) costituiscono il complesso figurativo più numeroso dell’intero ciclo camuno e mostrano contatti e influssi con le altre popolazioni italiche (Reti, Veneti, Celti, Etruschi, etc.). Molte raffigurazioni possiedono uno stile naturalistico e descrittivo, caratterizzato talora da una notevole ricchezza di particolari: figure di guerrieri armati e impegnati in duelli oppure nella caccia al cervo, a cavallo, talvolta aiutati da cani domestici, rappresentano forse prove di iniziazione di giovani aristocratici. Tra le raffigurazioni di questo periodo si possono ricordare anche edifici, raffigurazioni di uccelli, carri a quattro ruote, armi isolate (asce e coltelli) e numerose figure simboliche tra cui le impronte di piede, la rosa camuna, le stelle e le palette. Compare la scrittura, anche se sono ancora oggetto di discussione i modi e tempi di diffusione: le più antiche iscrizioni secondo alcuni studiosi si collocherebbero tra la fine del VI secolo a.C. e gli inizi del V secolo a.C., secondo altri nel IV secolo a.C. L’alfabeto camuno, derivante da quello etrusco con adattamenti locali, è attestato in alcuni alfabetari ma la maggior parte delle iscrizioni, eseguite soprattutto su roccia ma anche su massi erratici con tecnica a martellina o a grafito, è riferibile a nomi di persona o di divinità. Con l’arrivo dei Romani nel 16 a.C., la pratica di incidere le rocce si affievolisce e il grande ciclo camuno pare terminare con il crollo del sistema romano e con l’affermarsi della cristianizzazione in Valle. All’età storica (medievale e moderna) sono riferibili raffigurazioni di croci, chiavi, date, segni di confine, simboli araldici e ostensori. E’ ancora un’iscrizione, datata al 1908 e incisa su una roccia del Monticolo a Darfo Boario Terme (BS), che commemora i lavori per la costruzione della linea ferroviaria Bresci-Iseo-Edolo, a testimonianza che l’azione di incidere la roccia costituisce l’aspetto identitario della Valle Camonica, che ancora oggi con i suoi misteriosi e incancellabili segni continua ad affascinare il mondo.[/expand]

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Val Camonica is known all over the world for the extraordinary wealth and variety of rock engravings, Italy’s first site to be included in the Unesco World Heritage List in 1979. It is a truly unique place of charm and atmosphere, in which man and nature have interacted since prehistoric times, so that it is now known as “La Valle dei Segni”, the valley of signs.

[expand title=”Engravings and geography, the importance of longsighted management: Italy’s first site to be included in the Unesco World Heritage List”]

Val Camonica is in the north of the Province of Brescia, between Lake Iseo and the passes at Gavia and Tonale. Rock engravings have been found all over Val Camonica, the largest valley in and around Brescia, run through by the river Oglio: over 180 sites with engravings have been recorded so far, totalling approximately 2,000 engraved rocks (sandstone and aggregates), over 300,000 millenniums-old graphemes in over 30 of the 42 local Municipalities. Currently, rock engravings may be seen in eight parks, but the number is bound to grow, not only because of the huge number of archaeological remains in other areas of Val Camonica, but also for the efforts made by the local authorities, aware that the promotion of the local cultural heritage is an important driver of socio-economic development. That’s why a Gruppo Istituzionale di Coordinamento (GIC) has been established in Val Camonica since 2006 as a liaison committee that is responsible for implementing a management plan in the UNESCO site and assisting in the protection, conservation, improvement, and tourist and cultural promotion of the local archaeological heritage.[/expand]

[expand title=”The art of Camuni, from proto-history to history”]

The rocks were engraved in the course of over 13,000 years from the late Upper Palaeolithic to the late I millennium BC, when the great artistic cycle of the Camuni ended. Rock engraving, however, went on even after the valley was conquered by the Romans and until the Medieval and modern ages. The images, sometimes very accurately engraved, deal with spiritual subjects and the everyday life of the ancient valley-dwellers. Rock engravings are therefore extremely important, not just for the amount and chronological sequence of the engravings, but also for their close relationship with human evolution: discovering and learning about the rock engravings of the Camuni is tantamount to going through a unique, unforgettable journey through European prehistory and proto-history and reach the dawn of the XX century with the historical engravings (Roman, Medieval and modern).[/expand]

[expand title=”The social evolution of the Camuni“]

The rocks tell about the life and customs of the Camuni and the changes they went through, since the engravings reflect their switch rom hunters to craftsmen and farmers. The earliest engravings date back to the Upper Palaeolithic and the Mesolithic and show plain, realistic drawings, mainly animals (roe deer, elks), with deer standing out among them all: here, the Camuni appear as predators (hunters and fishers) who engraved the rocks near which they set up their camps (even at high altitudes). In the Neolithic age (VI-IV millennium BC), as farming and breeding made their appearance and crafts progressed (weaving, pottery, stone polishing), the human figure becomes more important, often in connection with ritual gestures and religious meanings. One of the most typical figures of that time is the orans, a sketchily drawn praying or dancing man, with bent arms and legs. But figurative engravings are not the only ones: there are also discs, spirals and geometrical compositions that probably stood for tilled fields. In the Copper Age (mid-IV-III millennium BC), as the population started to make metal weapons and ornaments and use carts and ploughs, the Camunic rock engravings started to portray steles and rocks – carved monoliths in supposedly “ceremonial sites” or “shrines” that have been visited from time immemorial, where some form of worship must have taken place. Compositions with groups of men, animals (rock goats, deer, foxes, pigs or wild boars), men ploughing or pulling carts, and weapons (daggers, hatchets and halberds), ornaments are the new features that inspire a more complex society. The spiritual sphere is imbued with a sort of shamanic religiosity, with sacred dances, rites of initiation and the devotion of the dead. With the Bronze Age (II millennium BC), outdoor rocks start to be engraved again, and subjects include weapons, again, such as hatchets and daggers, as well as ritual scenes, with praying men, looms and shovels. Engravings dating back to the Iron Age (I millennium BC) are the largest group of figures in the entire cycle of the Camuni, influenced by contacts with other Italic populations (Raeti, Venetic, Celts, Etruscans, etc.). Many engravings are naturalistic and descriptive in style, sometimes intricately detailed: armed warriors while duelling or hunting for deer, horse-riding, sometimes helped by their pet dogs, assumedly showing the rites of initiation of young noblemen. Other interesting engravings from this age include buildings, birds, four-wheeled carts, single weapons (hatchets and knives) and lots of symbolic figures, such as footprints, the ‘Camunian rose’, stars and shovels. Writing starts to appear, even if how and when it started is still a bone of contention: some scholars believe that the earliest inscriptions must have appeared between the late VI century BC and the early V century BC, while others think it must have been in the IV century BC. The Camunian alphabet, borrowed from the Etruscan one with a few local adaptations, was found in some alphabet blocks, but most inscriptions, usually hammered or scratched on rocks or erratic blocks, are people’s or gods’ names. When the Romans arrived in 16 BC, rock engravings died down, and the big Camunian cycle assumedly ended with the collapse of the Roman system and the spreading of Christianisation in the valley. The historical age (Medieval and modern) is associated with engraved crosses, keys, dates, boundaries, heraldry and monstrance. There is also a 1908 inscription carved into a rock at Monticolo near Darfo Boario Terme (BS) that commemorates the building of the Brescia-Iseo-Edolo railway, which goes to show that rock engraving is in the genes of Val Camonica, its mysterious, indelible marks still deeply gripping everyone’s imagination.[/expand]

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Connu dans le monde entier pour l’extraordinaire richesse et variété d’incisions rupestres (pétroglyphes), le Valcamonica a été le premier site italien à être classé au Patrimoine Mondial de l’UNESCO en 1979. Il est un lieu de charme et de suggestion vraiment unique, où l’homme et l’environnement ont interagit depuis la préhistoire, en caractérisant le site comme «La Vallée des Signes».

[expand title=”Les chiffres du Site, sa géographie et la valeur d’une gestion clairvoyante: le premier Site italien inscrit dans la Liste du Patrimoine Mondial”]
Le Valcamonica occupe la partie nord de la province de Brescia, entre le Lac d’Iseo et les cols du Gavia et du Tonale. L’art rupestre est présent dans l’ensemble du territoire du Valcamonica, la plus vaste des vallées de Brescia traversée par la rivière Oglio: à ces jours on a identifié plus de 180 endroits avec des incisions rupestres, pour un total d’environ 2.000 roches historiées (arénifères et conglomérats), plus de 300.000 graphèmes plurimillénaires répartis dans plus de 30 des 42 municipalités de la vallée. À présent, les parcs où l’on peut admirer les pétroglyphes sont huit, mais leur nombre est destiné à augmenter non seulement pour la richesse des vestiges archéologiques présentes dans d’autres zones du Valcamonica, mais aussi pour l’engagement des autorités locales, conscientes que la mise en valeur du patrimoine culturel de la vallée est une importante perspective de développement socioéconomique. À cet égard, depuis 2006 on a crée en Valcamonica le Groupe Institutionnel de Coordination (GIC). Il s’agit d’un groupe de travail, dont la tâche est de s’occuper de la mise en œuvre du Plan de Gestion du site UNESCO et de collaborer pour les activités de sauvegarde, conservation, mise en valeur et promotion touristique et culturelle du patrimoine archéologique.[/expand]

[expand title=”L’art des Camunni de la protohistoire à l’histoire”]
Les pétroglyphes ont été réalisés pendant une période de plus de 13.000 ans, de la fin du Paléolithique Supérieur à la fin du Ier millénaire av. J.-C., quand le grand cycle de l’art camunien s’est terminé. L’usage de graver les roches s’est poursuivi toutefois même après la conquête de la vallée par les Romains, jusqu’à l’époque médiévale et moderne. Les représentations, gravées parfois avec une grande précision, traitent des aspects de la spiritualité et des moments de la vie quotidienne des anciens habitants de la vallée. L’art rupestre est donc d’une importance fondamentale non seulement pour la quantité de sujets gravés et pour l’évolution chronologique, mais aussi pour le lien étroit que les pétroglyphes ont avec l’histoire de l’Homme: découvrir et connaître l’art rupestre camunien permet de faire un voyage unique et inoubliable dans la préhistoire et la protohistoire européenne pour arriver, à travers les incisions d’époque historique (romaine, médiévale et moderne), jusqu’au seuil du XXe siècle.[/expand]

[expand title=”L’évolution de la société camunienne“]
L’épopée de la société camunienne et les changements qu’elle a subi sont écrits sur la surface des roches parce que l’art rupestre reflète la transition d’un peuple chasseur en artisan et agriculteur. Les roches historiées les plus anciennes datent du Paléolithique supérieur et du Mésolithique et sont caractérisées par de simples représentations réalistes, notamment d’animaux (chevreuils, élans) et, en particulier de cerfs: les Camunni ont ici montré leur nature de pilleurs (chasseurs et pêcheurs) qui, dans les lieux de bivouacs (même en altitude), historiaient les rochers où ils trouvaient refuge. Dans le Néolithique (VIe-IVe millénaire av. J.-C.) avec l’apparition de l’agriculture et de l’élevage et le progrès de l’artisanat (tissage, poterie, meulage de la pierre), la figure humaine prend plus d’importance aussi par rapport aux gestes rituels et aux significations religieuses. La figure de l’orant est typique de cette période: un homme stylisé avec les bras et les jambes pliés, peut-être en position de prière ou de danse. Toutefois, en plus des pétroglyphes figuratifs, il y a également des disques, des spirales et des compositions géométriques interprétées comme l’image de champs cultivés. À l’Âge du Cuivre (moitié du IVe-IIIe millénaire av. J.-C.) avec le développement de la métallurgie pour la production d’armes et d’objets ornementaux et l’utilisation de la charrette et de la charrue, l’art rupestre camunien se caractérise par des stèles et des rochers – des menhir historiés placés dans des endroits interprétés comme «centres cérémoniels» ou «sanctuaires», fréquentés pendant des millénaires et où on menait des activités liées au culte. Des compositions de groupes d’hommes, d’animaux (bouquetins, cerfs, renards, porcs ou sangliers), de scènes de labourage et de remorquage de la charrette et d’armes (poignards, haches et hallebardes), d’ornements sont les nouveaux éléments qui témoignent de l’augmentation de la complexité de l’organisation sociale. La sphère de la spiritualité est caractérisée par une religiosité de type chamanique où des danses sacrées, des rites d’initiation et le culte des morts sont pratiqués. Avec l’Âge du Bronze (IIe millénaire av. J.-C.) on revient à graver les surfaces rocheuses en plein air et les figures de cette période comprennent encore de différents types d’armes, tels que les haches et les poignards, mais aussi des scènes rituelles avec des figures en prière, des métiers et des palettes. Les pétroglyphes datant de l’Âge du Fer (Ier millénaire av. J.-C.) sont l’ensemble figuratif le plus nombreux de l’entier cycle camunien et montrent des influences et des contacts avec les autres peuples italiques (Rhétiens, Vénitiens, Celtes, Étrusques, etc.). Plusieurs représentations possèdent un style naturaliste et descriptif, parfois caractérisé par une remarquable richesse de détails: des figures de guerriers armés et engagés dans des duels ou dans la chasse au cerf, à cheval, parfois aidés par des chiens domestiques, qui représentent peut-être des preuves d’initiation de jeunes aristocrates. Parmi les représentations de cette période, on peut également mentionner des bâtiments, des représentations d’oiseaux, des charrettes à quatre roues, des armes isolées (haches et couteaux) et de nombreuses figures symboliques, y compris les empreintes, la rose camunienne, les étoiles et les palettes. L’écriture apparaît, même si les moyens et les délais de diffusion sont encore objet de discussion: selon certains spécialistes, les inscriptions les plus anciennes datent d’entre la fin du VIe siècle av. J.-C. et le début du Ve siècle av. J.-C., selon d’autres du IVe siècle av. J.-C. L’alphabet camunien, qui dérive de l’alphabet étrusque avec des adaptations locales, est attesté dans certains abécédaires, mais la plupart des inscriptions faites principalement sur des roches, mais aussi sur des blocs erratiques avec une technique par piquetage ou par incision, sont attribuables à des noms de personnes ou de divinités. Avec l’arrivée des Romains en l’an 16 av. J.-C., l’usage de graver les roches s’affaiblit et le grand cycle camunien semble se terminer avec l’effondrement du système romain et la montée du christianisme dans la vallée. Les représentations de croix, clés, dates, signes de frontières, symboles héraldiques et ostensoirs datent de l’âge historique (médiéval et moderne). Il y a même une inscription, datée 1908 et gravée sur un rocher du Monticolo à Darfo – Boario Terme (Brescia), qui commémore les travaux pour la construction de la ligne de chemin de fer Brescia-Iseo-Edolo, et qui témoigne que l’action de graver la roche est un aspect identitaire du Valcamonica, qui continue de fasciner le monde avec ses signes mystérieux et indélébiles même aujourd’hui.[/expand]

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