Mantova, antichissimo centro etrusco, poi romano e medievale, fiorì e si ampliò sotto la signoria dei Gonzaga (XIV-XVII secolo), diventando una delle più raffinate corti rinascimentali italiane, esempio di città costruita per stratificazioni successive e adattata ai canoni rinascimentali. Sabbioneta, costruita da Vespasiano Gonzaga, rappresenta invece la città di nuova fondazione, basata sul concetto di “città ideale”. Entrambe, realizzando nella costruzione dello spazio urbano i valori dell’Umanesimo, seppero esercitare un’influenza sull’urbanistica, l’architettura e l’arte nel resto d’Europa e, nei secoli successivi, in tutto il mondo.

[expand title=”Mantova: l’evoluzione della città”]

Dopo gli Etruschi, i Galli, i Romani, i Goti, nel XII secolo Mantova divenne dominio dei Canossa e, successivamente, libero Comune. I Bonacolsi divennero Signori di Mantova nel 1273, presto spodestati, nel 1328, dai Gonzaga, una delle più celebri e longeve famiglie del Rinascimento italiano. Lo sviluppo della città si misura sia dal progressivo arricchimento architettonico e monumentale che dalla sequenza delle tre cerchie murarie (romana, medievale e rinascimentale). Il gusto raffinato della famiglia Gonzaga portò a Mantova grandi artisti, architetti, urbanisti e pittori quali Andrea Mantegna, Leon Battista Alberti e Giulio Romano, che trasformarono la città modificandone l’assetto viario e intervenendo sugli edifici preesistenti. Ludovico II trasferì la propria residenza nel Castello di San Giorgio, dove Mantegna affrescò la celebre Camera degli Sposi, il suo più grande capolavoro. Attorno sorsero i diversi corpi di fabbrica che, nel corso del ‘500, diedero forma al grandioso complesso di Palazzo Ducale, una vera “reggia a forma di città”, una delle più grandi d’Europa. Dal restauro della Basilica di Sant’Andrea, nel 1472, partì il processo di Renovatio Urbis che condusse all’ampliamento urbano oltre la terza cerchia. All’estremo opposto del cosiddetto Percorso del Principe sorsero il Tempio di San Sebastiano, Palazzo San Sebastiano e Palazzo Te, splendida villa suburbana dedicata all’ozio e all’accoglienza degli ospiti.[/expand]

[expand title=”Sabbioneta: la città nuova, città ideale”]

Sabbioneta fu interamente concepita dal suo principe Vespasiano Gonzaga Colonna, che la ereditò nel 1544. Vespasiano, personalità eccentrica, intelletto curioso e colto, dal 1555 fino alla sua morte creò la sua città, ispirandosi alla Roma Imperiale. Dove prima c’erano soltanto una rocca e un antico insediamento, in soli 35 anni sorse uno spazio urbano sapientemente organizzato e razionalmente costruito, dotato di una cinta muraria e arricchito con magnifici palazzi e giardini. Questa tipologia di città, frutto di una precisa volontà e non di lenti cambiamenti sedimentati nei secoli, viene definita urbs condita. Attenendosi agli ideali utopici del Rinascimento, basati su ordine e razionalità, simmetria e rigore, Vespasiano progettò una città inserendo importanti elementi di concreta strategia difensiva: racchiusa in una cinta bastionata a forma di stella, con la pianta a scacchiera di ispirazione romana, Sabbioneta costituisce la perfetta e rara sintesi di idealità e pragmatismo. Il duca non si occupò solo del progetto urbanistico ma curò anche gli aspetti architettonici e decorativi. Nei cicli pittorici dei vari edifici e saloni, attraverso allegorie e temi mitologici, egli espresse la sua azione di Princeps, il sovrano-filosofo in grado di vivificare culturalmente e di difendere la città.[/expand]

[expand title=”I legami tra Mantova e Sabbioneta”]

Pronipote di Ludovico II, Vespasiano appartiene a uno dei rami cadetti della famiglia Gonzaga. Negli affreschi della Camera degli Sposi in Palazzo Ducale a Mantova sono rappresentati i componenti più significativi della famiglia. Protagonista indiscusso è Ludovico II, ma appaiono anche Federico II (figlio primogenito di Ludovico), e il terzogenito Gianfrancesco, avo di Vespasiano, che erediterà le terre di Sabbioneta, Gazzuolo, Bozzolo, San Martino, Viadana, Rivarolo, Dosolo e Isola Dovarese. Anche i rami cadetti della famiglia promossero lo sviluppo culturale nei loro domini; in tutto il territorio nacquero centri destinati a diventare piccole capitali, caratterizzate da elementi comuni, come i portici, la piazza centrale su cui si affaccia il Palazzo di famiglia e le mura difensive. Di fianco alle città realizzate per addizioni o ampliamenti, si colloca Sabbioneta, sorta dal nulla grazie all’opera di Vespasiano Gonzaga. Mantova e Sabbioneta sono quindi accumunate dai canoni estetici e culturali del Rinascimento che la famiglia ha fatto suoi. Per adeguarsi agli ideali umanistici di perfezione e rigore formale, Mantova, città con stratificazioni risalenti fino al III secolo a. C., venne ampliata e la parte più antica rinnovata con edifici civili, case signorili, piazze e nuovi assi viari. Sabbioneta al contrario, venne realizzata nell’arco di quarant’anni seguendo un progetto studiato dallo stesso Vespasiano fino al 1591, anno della sua morte.  Assieme costituiscono un unicum che sintetizza tutt’oggi il complesso di conoscenze e le teorie costruttive e filosofiche del Rinascimento italiano.[/expand]

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