Tra il Cinquecento e il Seicento, Genova, grande potenza del Mediterraneo nella sua età dell’oro, avviò un progetto residenziale nobiliare pubblico, che vide l’edificazione di un sistema di nuove strade e palazzi di rappresentanza, nei quali si insediarono le autorità e le più nobili famiglie cittadine. Le vie e i palazzi rinascimentali di alto valore architettonico e artistico costituirono il nuovo cuore della città moderna e rappresentarono un modello di pianificazione urbanistica che divenne influente in tutta Europa. I Rolli erano gli elenchi o registri ufficiali nei quali erano iscritte le nobili dimore destinate alla pubblica ospitalità in occasione di visite di Stato o diplomatiche, per consolidare l’immagine e il ruolo della città.
[expand title=”Partecipazione dell’élite aristocratica in un progetto pubblico di urbanistica residenziale”]
Nel XVI secolo Genova era una ricca città mercantile, i suoi mercanti solcavano il Mediterraneo, i suoi banchieri finanziavano guerre, re e principi europei; inoltre, fino a quando riprese terreno l’avanzata turca nel XV secolo, numerosi e fiorenti erano stati i fondachi e le colonie genovesi nel Mediterraneo orientale e nel Mar Nero. Grazie alle ricchezze finanziarie maturate dalla nobiltà mercantile nel corso dell’epoca medievale e tardo medievale, la comunità genovese, da sempre orientata verso l’autonomia municipale, realizzò un originale rinnovamento urbanistico e architettonico nelle aree più centrali della città. Nel contesto di uno scenario ambientale difficile, dove la trama urbana era fittamente popolata e lo spazio a disposizione era angusto, l’impresa di riqualificare il cuore di Genova fu avviata attraverso un regolamento pubblico che istituì magistrati speciali, stabilì i lotti e seguì le assegnazioni alle famiglie più facoltose. La necessità di adeguare l’immagine della città al prestigio internazionale che godeva significava realizzare vie rettilinee e piazze, dove disporre splendidi edifici rinascimentali e barocchi. E così sorsero i Palazzi dei Rolli, frutto di una accorta gestione amministrativa in cui gli interessi privati si sposarono a quelli pubblici, dando vita a un modello originale per l’Europa intera e aprì la strada dell’architettura urbana moderna. L’immagine di Genova affascinò viaggiatori e artisti e si diffuse nel mondo attraverso descrizioni, incisioni e illustrazioni quale città superba, di immense ricchezze guadagnate grazie all’intraprendenza dei suoi cittadini e dove magnifici palazzi si ergono sul mare.[/expand]
[expand title=”I Palazzi dei Rolli: il bello e l’utile”]
Per decreto del Senato del 1576, i palazzi che sorsero nelle Strade Nuove vennero classificati in base al valore del terreno e alla qualità dell’edificio e iscritti nelle liste o registri, chiamati rolli, perché erano documenti arrotolati, per l’ospitalità pubblica: le famiglie che vi abitavano avevano l’onore e l’impegno di accogliere le visite di Stato e viaggiatori illustri come principi, ambasciatori, prelati e di partecipare così, con lo sfarzo della propria dimora, al consolidamento dell’immagine e del ruolo diplomatico della città. I palazzi vennero articolati su più livelli, con collegamenti verticali, loggiati, cortili d’onore. La costruzione dei nuovi palazzi vide spesso l’occupazione di lotti attigui, con l’annessione di case più antiche e con la tendenza a uno sviluppo architettonico in verticale. L’‘albergo pubblico’ quindi sorgeva grazie a risorse private e, mentre assolveva a funzioni di pubblica ospitalità, conferiva prestigio alla famiglia celebrandone il rango con la ricercatezza estetica delle architetture e la distinzione della finezza decorativa di stucchi, grottesche, portali e colonnati, per i quali vennero chiamate maestranze lombarde e toscane. Gli ‘alberghi’ nobiliari si consolidarono come peculiare forma di organizzazione sociale ed economica, attorno ai quali si condensavano le consorterie delle famiglie più influenti. In un connubio tra cariche politiche, interessi pubblici e ricchezza privata, spesso accadde che, nei nuovi splendidi quartieri, residenze vicine appartenessero a membri uniti da legami di parentela e affari. Inoltre, chi diveniva proprietario di una residenza iscritta nei Rolli aveva accesso a privilegi amministrativi, giuridici e tributari, poiché si faceva carico, con il proprio patrimonio, di accrescere il prestigio della città.[/expand]
[expand title=”Le Strade Nuove: una galleria di palazzi principeschi”]
I palazzi dei Rolli iscritti nella nomina UNESCO sono 42 e le vie dove si trova la maggiore concentrazione di nobili residenze sono Via Garibaldi, Via Balbi, Via Lomellini, Salita Santa Caterina.
Via Garibaldi venne realizzata nel 1550 e originariamente era detta “Via Maggiore”, poi celebrata con l’appellativo di Via Aurea, e infine chiamata “Strada Nuova”, poiché in essa si ergevano l’una dopo l’altra le più nobili dimore delle maggiori famiglie genovesi; il palazzo forse più maestoso è Palazzo Niccolò Grimaldi o Doria-Tursi, sede del Municipio di Genova. Palazzo Doria-Tursi, assieme a Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, oggi costituiscono un sistema museale ed espositivo unitario dedicato all’arte antica.
Via Balbi venne tracciata nei primi anni del XVII secolo e nel tratto monumentale fu realizzata grazie al sostegno finanziario di una unica famiglia, i Balbi, che poi vi edificarono anche la propria residenza, oggi nota come Palazzo Reale, e che nell’Ottocento fu elevata a dimora della famiglia reale dei Savoia. Il palazzo è imponente e si offre ai visitatori con una serie di saloni eccezionali, il giardino pensile, l’atrio monumentale, gli appartamenti dei Principi Ereditari, la Sala del Trono. Gran parte delle decorazioni sei-settecentesche a stucco e ad affresco sono originali e, assieme a molti degli arredi si sono conservati intatti nel loro travolgente sfarzo barocco e rococò.[/expand]