Agrigento è stata una delle più grandi città del Mediterraneo antico e si è conservata intatta in condizioni eccezionali. Fondata nel VI secolo a.C., oggi esibisce un complesso di templi dorici che è uno dei principali esempi mondiali dell’arte e della cultura magnogreca. Le campagne di scavi archeologici – ancora in corso – hanno permesso di comprendere lo sviluppo del Sito in epoca ellenistica e romana e hanno portato alla luce testimonianze di sepolture paleocristiane.
[expand title=”La Valle dei Templi di Agrigento”]
Dell’antica colonia greca di Akràgas, da cui proviene l’odierno nome Agrigento, rimane un Patrimonio archeologico sensazionale che ha nome di Valle dei Templi, per le rovine dei monumentali templi dorici che ne caratterizzano il paesaggio in senso fisico e culturale. Il lirico greco Pindaro definì Akragas “la più bella tra le città dei mortali” e nei secoli l’area archeologica è stata meta di viaggiatori da ogni parte del mondo.[/expand]
[expand title=”La storia di Akràgas”]
La città di Akragas fu fondata da coloni greci nel 582 a.C., in cerca di nuove terre fertili, forse nel luogo di un insediamento protocoloniale del VII secolo a.C. La fondazione di Akragas ebbe scopo agrario, anche se il commercio ebbe un ruolo crescente e determinò la fortuna della città. La colonia si sviluppò sui pendii terrazzati del plateau compreso tra il Colle di Girgenti, la Rupe Atenea e la lunga collina dei Templi che definisce a sud il sito. L’acropoli viene localizzata sulla Rupe Atenea mentre il porto si trovava alla foce congiunta dei fiumi Akragas e Hypsas. Una cinta muraria a scopo difensivo venne eretta dopo la fondazione della città assieme ai templi ctonii nell’area sud-occidentale della celebre Collina dei Templi. Nel corso del V secolo a.C. Akragas estese il suo controllo su gran parte della Sicilia nord-orientale in seguito alla vittoria sui Cartaginesi nella battaglia di Imera (480/79 a.C.). Seguì un periodo di prosperità eccezionale nel corso del quale la polis magnogreca eresse i grandi templi dorici nell’area della collina meridionale. Nel 406 a.C. subì l’assedio e la conquista da parte dei Cartaginesi; fu una devastazione immensa con saccheggi e distruzioni che determinarono il definitivo tramonto di Akragas come potenza politica, economica e culturale della Sicilia greca. Coinvolta negli scontri tra cartaginesi e romani, Akragas venne conquistata definitivamente dai Romani nel 210 a.C. e ribattezzata Agrigentum, vivendo una nuova stagione di ricchezza recuperando la portata dei suoi traffici commerciali. L’indebolimento dell’Impero segnò il declino e lo spopolamento della città che poi cadde in mano araba (829) e successivamente normanna (1086). Gli abitanti erano ormai ritirati sul colle di Girgenti, dove si trova l’Agrigento moderna, e chiamavano la città Girgenti, dall’arabo Gergent o Kerkent; solo nel 1927 la città fu rinominata con la forma classica del suo nome divenendo Agrigento. Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi è l’ente che si occupa della conservazione e della valorizzazione dell’area archeologica.[/expand]
[expand title=”La polis della Magna Grecia”]
Nell’età della tirannia di Falaride, Akràgas aveva ancora l’aspetto di una giovane colonia con l’emporio sul mare e santuari arcaici. Fu a partire dalla metà del VI secolo a.C. che sviluppò il suo centro urbano anche attraverso terrazzamenti sui fianchi collinari e con una più regolare strutturazione. Il suo carattere monumentale lo acquisì dalla metà del V secolo a.C. con la costruzione dei grandi templi dorici e degli spazi pubblici. Alcuni studi sistematici sul territorio hanno evidenziato tracce del tipico impianto urbanistico classico, basato sul reticolato ortogonale ippodameo con gli assi viari intersecati a novanta gradi. Di questo sistema fanno parte sei ampie vie principali. Il rinvenimento di sepolcri e santuari, oltre a edifici pubblici, come l’agorà e il ginnasio, ha permesso di indagare la zona in ulteriori direzioni e reperire informazioni relative alle rovine riconducibili all’età ellenistica, romana e paleocristiana. Vi sono anche necropoli, utilizzate dall’età arcaica all’età tardo antica.[/expand]
[expand title=”Akràgas città di cultura e di ricchezze”]
Akràgas crebbe come importante centro del Mediterraneo, sia per i commerci che per la cultura: vi soggiornarono i poeti Pindaro e Simonide e fu la patria del filosofo Empedocle – famoso per la dottrina delle quattro radici dell’essere e della dialettica di odio e amore come legge dell’universo. Gran parte di Akràgas attende ancora sepolta sotto i campi e gli ulivi secolari ma la Collina dei Templi – in cui spiccano il Tempio di Era Lacinia, della Concordia, di Eracle, di Zeus Olimpio, di Vulcano, dei Dioscuri – è stata meta e ispirazione di scrittori, poeti, pittori di tutte le epoche, tra gli altri Dante, Goethe, Dumas e Pirandello.[/expand]