Il Sito costituisce un Patrimonio architettonico, artistico-figurativo e naturalistico che è espressione della cultura religiosa cattolica della prima Età Moderna. I Sacri Monti italiani riconosciuti dall’UNESCO – 7 piemontesi e 2 lombardi – sono complessi devozionali in cui fede e natura sono intrecciati in un percorso fisico e spirituale originale e unico. Ciascun Sacro Monte è articolato su una collina dove sono distribuite una serie di cappelle monumentali che offrono la rappresentazione di scene della vita di Cristo, di Maria o dei Santi attraverso sculture e dipinti. I nove Sacri Monti italiani riconosciuti dall’UNESCO, immersi nella natura delle valli piemontesi e lombarde ed espressione della cultura cattolica, costituiscono così sia sotto il profilo monumentale che artistico un modello peculiare che permette al fedele di accostarsi e vivere il racconto sacro attraverso un percorso nello spazio aperto, scandito da molteplici tappe devozionali. I Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano un fenomeno sistematico e significativo che si diffuse poi nel resto del mondo.
[expand title=”I Sacri Monti e lo spazio: la sacralizzazione del paesaggio”]
I Sacri Monti sono luoghi dell’anima e sono il frutto di un grandioso progetto di sacralizzazione del paesaggio, attuato dalla Chiesa Cattolica tra fine Quattrocento e il Seicento, nella difficile stagione della Controriforma. Dedicati alle storie di Cristo e dei Santi, i Sacri Monti divennero sedi privilegiate di un catechismo raccontato con le immagini, caro alla Chiesa controriformata, sovente illustrato in precedenti luoghi di culto pagani o paleocristiani. È importante sottolineare che, pur nell’identità comune, ciascun Sacro Monte si differenzia dagli altri, nel rispetto dei legami con il contesto territoriale in cui è inserito e dei caratteri delle singole popolazioni locali, componendo un paesaggio culturale dove si intrecciano tradizioni storiche e religiose secolari. Il tema della montagna sacra si sostanzia nell’evocazione del cammino di Cristo verso il Calvario; il percorso che i fedeli sono chiamati a compiere diviene reale pellegrinaggio attraverso un itinerario simbolico di stazioni monumentali stabilite che rendono sacro lo spazio naturale. In questa ascesa spirituale, la componente architettonica, artistica e quella naturale si fondono in una unità indissolubile che rende il paesaggio strumento integrante dell’azione pedagogica religiosa. Per questo motivo, i Sacri Monti sorsero sempre in posizione sopraelevata, su colline sovrastanti il centro abitato o su alture isolate e impervie, in modo che la difficoltà fisica di raggiungerli divenisse momento di contemplazione e purificazione.[/expand]
[expand title=”Le Arti al servizio della fede: “vedendo pregavano e pregando vedevano””]
Nei Sacri Monti la rappresentazione dell’episodio sacro è elemento fondamentale. La raffigurazione per mezzo di dipinti e gruppi statuari, spesso dettagliati e realistici, delle scene della vita di Cristo, di Maria o dei Santi, era considerata essenziale per catturare l’attenzione del pellegrino e indirizzarne la preghiera. San Carlo Borromeo sosteneva la meditazione davanti alle immagini sacre. Le cappelle ricche di figurazioni bibliche dei Sacri Monti potevano aiutare a seguire la vera dottrina, a manifestare i contenuti della fede, elevando lo spirito e alimentando la devozione. Alla realizzazione strutturale e decorativa dei Sacri Monti parteciparono i migliori esponenti della tradizione artistica lombarda tardo-rinascimentale e barocca, come Gaudenzio Ferrari, Giovanni d’Enrico, Tanzio da Varallo, Cristoforo Prestinari, Dionigi Bussola, il Morazzone, Francesco Silva, i quali riuscirono ad accendere di misticismo le ‘nuove Gerusalemme’ prealpine e le vie sacre, in armonica assonanza alla purezza naturale di laghi, boschi e cime innevate. Dopo un periodo di declino manifestatosi significativamente nel Novecento, oggi i Sacri Monti sono nuovamente oggetto di programmi condivisi di tutela e valorizzazione, luoghi di confronto interreligioso, di ricerche e convegni, oltre che meta di pellegrini e dei flussi turistici religiosi e culturali.[/expand]
[expand title=”I promotori dei Sacri Monti nel XV e nel XVI secolo”]
L’Ordine Francescano dei Frati Minori Osservanti fu il primo promotore di questa innovativa e sistematica campagna culturale che modificò per sempre il paesaggio prealpino e portò avanti la tradizione del realismo iconografico che è elemento unificante dei Sacri Monti piemontesi e lombardi. Il fondatore del primo Sacro Monte fu frate Bernardino Caimi; egli ideò la ‘Nuova Gerusalemme’ di Varallo, in cui erano imitati e riprodotti in scala i luoghi della Terra Santa, dal momento che quelli reali erano divenuti inaccessibili ai pellegrini dopo il 1517 a causa della riconquista ottomana di Gerusalemme. Fu soprattutto nell’area di influenza della chiesa borromaica che venne promossa la realizzazione degli universi spirituali dei Sacri Monti, quale particolare tipologia artistica, monumentale e religiosa che verrà poi guardata e imitata dal resto dell’Europa cattolica. A difesa dell’ortodossia, i Sacri Monti costituivano una sorta di catechismo visivo accessibile anche ai poveri ed ai semplici. La costruzione dei Sacri Monti spesso coinvolse la popolazione locale e, in molti casi, fu realizzata grazie alle donazioni di famiglie nobili della zona.[/expand]