La Ferrovia Retica è un esempio eccezionale di tecnologia, ingegneria e architettura, un unicum armonico e spettacolare in cui l’intervento umano è riuscito ad integrarsi in un paesaggio di alta montagna. Realizzate all’inizio del XX secolo per collegare e aprire le zone delle Alpi centrali al resto dell’Europa, le due tratte ferroviarie dell’Albula e del Bernina, ora unificate dalla Compagnia Ferroviaria Retica, si distinguono per il valore storico, quale adattamento umano ad un contesto naturale difficile; per il valore socio-economico, per aver sbloccato l’isolamento delle comunità montane favorendo la circolazione di idee, culture e persone; per il loro significato nella storia della tecnologia, quale esempio di ferrovia a scartamento ridotto. La Ferrovia Retica è nota come trasversale alpina tra le più ripide e alte al mondo, con 55 gallerie e 196 viadotti. Il Sito ha carattere transfrontaliero, cioè compete sia all’Italia che alla Svizzera perché l’itinerario della Ferrovia Retica, funzionante in tutte le stagioni, si snoda in entrambe le nazioni.
[expand title=”Le origini della Ferrovia Retica”]
Nel 2014 la Ferrovia Retica ha festeggiato un compleanno importante, 125 anni di attività. Fu infatti nel 1889 che l’olandese Willem Jan Holsboer inaugurò la prima linea da Landquart a Kloster. Oggi il 30% della Ferrovia Retica è accreditato nel Patrimonio Mondiale, con le tratte dell’Albula e del Bernina. L’impresa pionieristica della Ferrovia Retica venne intrapresa sulla base dei successi ottenuti con la realizzazione delle ferrovie del Gottardo e del Brennero, nella seconda metà dell’Ottocento. Ma nel tracciato alpino tra Thusis e Tirano vi erano impressionanti pendenze che i progettisti risolsero con la soluzione della ferrovia ad aderenza naturale e a scartamento ridotto che costituisce il modello universale nel genere del trasporto su rotaia in alta montagna, nel quale per garantire un’efficace azione di trazione viene diminuita la distanza interna tra i binari. I lavori di costruzione si svolsero talvolta in condizioni proibitive, che furono brillantemente risolte con audacia e nel rispetto dell’habitat naturale. Ad esempio, le opere in muratura, come quelle dei viadotti, vennero realizzate con le pietre di cave locali, per lo più in dolomia calcarea. Misura circa 63 chilometri e collega Thusis e St. Moritz. Venne inaugurata nel 1904 e rappresentava una classica ferrovia di montagna per treni a vapore fra gallerie, ponti e rampe vertiginose.[/expand]
[expand title=”La linea ferroviaria del Bernina”]
Inaugurata nel 1910, collega St. Morizt a Tirano in provincia di Sondrio. Si sviluppa in un tracciato in forte pendenza e raggiunge la quota oltre 2000 m s.l.m. superando il Passo del Bernina e offrendo spettacolari viste su scintillanti ghiacciai perenni, ombrose gole boscose, pascoli in quota.[/expand]
[expand title=”I punti panoramici della Ferrovia Retica”]
Il viadotto di Landwasser si trova sulla tratta dell’Albula, fra Thusis e St. Moritz, e misura 142 metri. I suoi piloni hanno una altezza di 65 metri e vennero edificati nei primi anni del Novecento solo con l’impiego di gru e non di impalcature. Il viadotto è curvilineo, permette alla ferrovia di attraversare una stretta gola, offrendo una vista vertiginosa. L’ultima delle sei arcate termina addossata ad una parete rocciosa verticale, nella quale il binario prosegue infilandosi direttamente in un tunnel. La stazione di Ospizio Bernina è quella in cui passa il Bernina Express e costituisce la tappa all’altitudine più elevata (2.328 m s.l.m.). Si tratta del più alto passaggio ferroviario d’Europa, valico alpino che collega l’Italia alla Svizzera. Il panorama è mozzafiato, con le vette e i ghiacciai del Bernina (4000 m) , ed i due laghi, il Lej Nair le cui acque scorrono verso il Mar Nero, e il Lago Bianco, che impressiona con le sue acque lattiginose confluenti poi nell’Adriatico attraverso la rete idrica del Po. Il viadotto di Brusio si trova sulla linea del Bernina e disegna un ampio e spettacolare tracciato elicoidale sorretto da arcate, realizzate con pietra dolomitica; ha una pendenza del 70 per mille.[/expand]