Gli elementi che rendono speciale il territorio di Ferrara sono tre: il centro storico in cui si realizzò il primo piano urbanistico dell’età moderna, secondo criteri che in seguito vennero presi ad esempio da altre città in Italia e in Europa; il sistema delle “Delizie” , le residenze urbane ed extraurbane della Corte estense, luoghi di svago, centri di controllo e coordinamento del territorio che testimoniano in maniera eccezionale l’influenza della cultura rinascimentale sul paesaggio naturale; il Delta storico del Po come paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale in cui l’ambiente naturale e l’intervento umano si fondono armonicamente.
[expand title=”Ferrara, la prima città moderna d’Europa: un piano urbanistico d’eccezione”]
Gli Estensi intervennero sull’assetto della città, cambiandone la struttura, inventando il concetto moderno di “piano regolatore”. Prese vita un progetto urbanistico, riconosciuto come il primo dell’Europa moderna, promosso da Ercole I d’Este e denominato “Addizione erculea” (1492). Biagio Rossetti elaborò il tema della prospettiva rinascimentale e creò un sistema urbano complessivo per saldare la parte medievale della città con la nuova area a settentrione. Il Castello Estense, sorto a nord della città alla fine del Trecento come roccaforte militare a tutela della Signoria estense, fu trasformato in sontuosa residenza della Corte a partire dal secolo successivo. Con “l’Addizione erculea”,il castello divenne il cuore di Ferrara e dinnanzi a esso si sviluppò una nuova direttrice viaria, l’ampio Corso Ercole I d’Este, sul quale si ergono a tutt’oggi maestosi palazzi, tra cui il celebre Palazzo dei Diamanti. Il famoso ampliamento della città, impostato su grandi assi viari ortogonali, venne accompagnato dalla costruzione di un sistema difensivo tipicamente rinascimentale, caratterizzato da torrioni a base circolare e da terrapieni alberati che ancora oggi rappresenta una straordinaria testimonianza di architettura militare. La cerchia delle Mura urbane si estende per oltre nove chilometri attorno al Centro Storico, in un alternarsi di torrioni, baluardi e cortine di varie epoche.[/expand]
[expand title=”La riconfigurazione estense del paesaggio naturale”]
L’abilità diplomatica degli Este e la vitalità intellettuale della loro Corte, fecero di Ferrara una capitale di respiro europeo. Nei tre secoli della Signoria estense, si intrapresero una serie di imprese monumentali e culturali, amministrative e politiche volte a rendere l’aspetto e la forma della città adeguati a rappresentare la magnificenza e la stabilità del loro potere. Il rinnovamento della città faceva parte di un progetto di ampliamento urbanistico insieme alle opere di bonifica e di edificazione intraprese nei possedimenti del casato, che giungevano fino alle zone del Delta del Po. La volontà estense di ridisegnare e riorganizzare il territorio naturale era alimentata dagli ideali cortesi e cavallereschi attinti dalla cultura d’oltralpe, dall’amore per l’antico riletto con gli occhi dell’Umanesimo e da un formidabile pragmatismo. L’ideale del Buon Governo e le virtù del principe umanista costituivano la strada verso questo traguardo.[/expand]
[expand title=”Il paesaggio culturale del Delta del Po: le Grandi Bonifiche e le Delizie estensi”]
Nel panorama dell’area del Delta storico del Po, dove la terra si alterna all’acqua in un gioco ininterrotto e mutevole, gli Este intervennero sull’ambiente senza snaturare l’identità fisica dei luoghi, ma assecondandone le caratteristiche. Vennero attuate Grandi Bonifiche di aree paludose e la costruzione di canali presidiati da torri e da chiuse idrauliche per regolare la rete fluviale rendendo salubri e coltivabili nuovi terreni. Elemento chiave del progetto estense divennero le “Delizie”, residenze concepite per una Corte itinerante, e destinate a una doppia funzione: amministrativa e di svago. La presenza di queste ville extraurbane permetteva di accrescere il potere estense sul territorio e unificarlo in un’ immagine distintiva. Le Delizie erano collocate accanto a corsi d’acqua, in punti strategici nella fitta rete di vie navigabili dell’area del Delta e motivi geopolitici davano origine a tali insediamenti: borghi attorniati da giardini, cortili, laboratori, uffici e alloggiamenti per contabili, maestranze e braccianti impegnati nei fondi agricoli e nelle riserve di caccia. L’altra vocazione delle Delizie era stupire per la bellezza architettonica, per la varietà di raccolte d’arte e per gli scenari naturali di paradisiaci giardini da esibire agli occhi di ospiti illustri e diplomatici in visita. Il nome Delizia, adottato dalla storiografia, rimarca il loro valore estetico, celebrativo e conviviale alludendo alle attività piacevoli che vi avevano luogo, come battute di caccia, banchetti, rappresentazioni teatrali e feste.[/expand]
[expand title=”La famiglia d’Este”]
Ferrara deve la sua grandezza storica e culturale alla famiglia d’Este che riuscì ad imporre il suo potere sulla città a partire dal Duecento, inaugurando una stagione di eccezionale fioritura artistica. Gli Estensi conservarono la supremazia fino al 1598, quando Ferrara fu devoluta al Papato per mancanza di eredi legittimi e furono costretti a trasferirsi a Modena, città estense per nomina imperiale.[/expand]