Napoli è una delle metropoli più antiche d’Europa. Fondata da coloni greci nel VII secolo a.C. con il nome di Parthenope o Palaepolis, rifondata nel 470 a.C. come Neapolis, è stata per più di due millenni una delle città più prospere e culturalmente ricche del Mediterraneo. Napoli si impose prima come uno dei grandi centri della Magna Grecia, poi come cerniera ideale tra la cultura ellenica e quella dei nuovi dominatori romani che ne fecero un’importante civitas foederata. Tra Medioevo e Rinascimento, sotto gli Angioini, la città divenne un fertile luogo di incontro tra la tradizione del Gotico francese, quella Bizantina e quella di matrice Araba. Tra Seicento e Settecento, con il dominio Aragonese, Napoli divenne il centro di un vasto regno e fu sottoposta a numerosi interventi volti a razionalizzare l’impianto urbanistico e a costruire edifici in grado di esaltare il nuovo governo spagnolo. Tra Settecento e Ottocento, con i Borboni, la città partenopea divenne uno dei più floridi centri culturali d’Europa, raggiungendo vari primati nel campo dell’innovazione scientifica e tecnologica.
[expand title=”Una Città poliedrica”]
Napoli racchiude in sé più di venti secoli di storia. Dall’antica Palaepolis al recente passato borbonico, il centro storico della città è il prodotto di una continua sedimentazione di stili e culture sospesi tra Europa e mondo orientale. Il più vasto centro storico d’Europa racchiude in sé la tradizione dei fondatori greci, quella del passato romano e gli influssi della dominazione francese e spagnola. Un luogo unico che nel corso dei secoli divenne residenza e rifugio per aristocratici romani, artisti e studiosi medievali, grandi personalità del Rinascimento e intellettuali illuministi e romantici. Con la sua grande tradizione teatrale e musicale, Napoli è divenuta uno dei grandi simboli della multiforme cultura italiana. I resti della città classica, i grandi centri della vita religiosa, i maestosi castelli e i ricchi palazzi del potere nobiliare e reale fanno del centro partenopeo uno scrigno ricco di tesori unico al mondo.[/expand]
[expand title=”La Napoli classica: da Palaepolis alla Neapolis romana”]
I resti della città greca, scavati sin dagli anni Quaranta del Novecento, sono limitati ma hanno permesso di inquadrare sia il primo nucleo urbano (Palaepolis) sulla rocca di Megaride sia il suo grande ampliamento (Neapolis). La posizione favorevole la trasformò velocemente in uno dei più importanti centri della Magna Grecia. Le tracce di questo periodo, come la prima cinta muraria, emergono ancora in alcuni punti della città. L’ordinato impianto stradale, mutuato dalle altre colonie greche, le compatte difese e il ricco porto ne fecero un caposaldo dell’espansione romana in Italia. Grazie al clima mite e al meraviglioso paesaggio, Neapolis divenne meta privilegiata di aristocratici e imperatori. La città venne arricchita con teatri coperti e scoperti, complessi termali, templi, una nuova cinta muraria, acquedotti e opere pubbliche come la Crypta Neapolitana e soprattutto un gran numero di ricche residenze private. Grazie alla presenza del porto, che favorì lo stanziamento di alcuni marinai alessandrini, la città divenne veicolo di trasmissione dei culti religiosi orientali.[/expand]
[expand title=”La Napoli paleocristiana e altomedievale”]
La crescente diffusione del Cristianesimo, iniziata sotto la dinastia dei Severi, è ben visibile nelle grandi catacombe di San Gennaro e in quelle minori di San Gaudioso e San Severo. Tra IV e V secolo furono edificati i primi, grandi, monumenti cristiani della città. Le Basiliche di San Gennaro Extra Moenia e San Giovanni Maggiore e la Chiesa di San Giorgio Maggiore, ancora utilizzate, sono le principali testimonianze del periodo. La crisi dello stato romano e la guerra tra Goti e Bisanzio mise a dura prova la città, assediata per due volte prima da Belisario poi da Narsete. La grande instabilità portò i dominatori bizantini ad ampliare e rinnovare per due volte la cinta muraria romana. Nel corso dell’VIII secolo, affrancata dalla dominazione bizantina, Napoli e i territori circostanti formarono un ducato autonomo. Tra IX e XI secolo, superati vari scontri con i Longobardi di Capua e Benevento, la città passò, progressivamente e attraverso aspre lotte, sotto l’influenza e il dominio Normanno. Nei primi secoli del Medioevo, interessati dalla continua costruzione di grandi centri religiosi e monastici, il paesaggio urbano cambiò completamente. Tra V e IX secolo si edificarono importanti chiese (San Salvatore, San Severo, Santa Maria Maggiore, SS. Apostoli e San Paolo Maggiore), il grande Episcopio, battisteri monumentali (San Giovanni in Fonte) e ricchi monasteri (SS. Severino e Sossio, SS. Teodoro e Sebastiano, SS. Pietro e Marcellino e San Gregorio Armeno) in cui si celebravano riti greci e latini. Anche le antiche terme romane, restaurate, furono utilizzate per scopi liturgici.[/expand]
[expand title=”Svevi, Normanni e Angioini”]
Napoli fu sottomessa definitivamente ai Normanni di Ruggero II nel 1139. La città fu governata da un funzionario regio (Comes Palatii) affiancato da un collegio di giudici nominati dal re ma proposti dai cittadini. In questo periodo venne costruito Castel Capuano e rinforzato il castello di San Salvatore sull’isolotto di Megaride. Con la morte del re Normanno Tancredi, nel 1194 la città si sottomise all’Imperatore Enrico VI di Svevia. I nuovi dominatori strinsero il cappio intorno alle libertà conquistate sotto Tancredi, revocando privilegi e distruggendo parzialmente la cinta muraria della città. Federico II, dopo un periodo di anarchia e scarso controllo sulla città, istituì a Napoli la prima Università legata all’Impero, nel 1224. Il porto divenne un importante scalo nelle rotte mercantili che si andavano sviluppando nel Mediterraneo, favorendo la rinascita economica di tutta la regione. La sconfitta degli Svevi a favore degli Angiò (1268) portò Napoli a diventare la capitale di un vasto regno. La città divenne un ricco crocevia culturale al centro del Mediterraneo. In questi anni soggiornarono a Napoli grandi personalità come Petrarca, Boccaccio e Simone Martini. Giotto, chiamato da re Roberto per affrescare la Cappella Palatina, fondò a Napoli una delle scuole pittoriche più importanti del suo tempo. Gli Angiò si dedicarono, inoltre, alla costruzione di grandi castelli come Sant’Elmo e il Maschio Angioino.[/expand]
[expand title=”Napoli dal dominio Aragonese ai Borboni”]
Napoli attraversò gli anni del Rinascimento sotto nuovi regnanti: nel 1442 passò infatti sotto il dominio Aragonese. La nuova dominazione, ricca di investimenti e di nuovi interventi edilizi, ritagliò per Napoli un ruolo di primaria importanza; il Maschio Angioino subì importanti rinnovamenti, furono costruiti nuovi e lussuosi palazzi e l’impianto urbano venne arricchito di nuove porte. Per tutto il Seicento, finita sotto il diretto controllo degli spagnoli, Napoli attraversò un periodo di relativa decadenza segnato prima dall’eruzione del Vesuvio (1631) poi da una grande pestilenza (1656). La città, però, non smise di crescere e rinnovarsi con la costruzione di nuovi e imponenti assi viari, di nuovi rioni (Quartieri Spagnoli) e del nuovo Palazzo Reale progettato da Domenico Fontana. Conquistata da Carlo di Borbone, Napoli passò brevemente sotto il dominio Napoleonico. Il governo francese, guidato prima da Giuseppe Bonaparte poi da Gioacchino Murat, ridisegnò completamente la monumentale Piazza del Plebiscito. Il periodo borbonico e quello francese furono per Napoli un momento di grande vivacità scientifica e culturale che la misero al centro della cultura europea in continuo fermento. I Borboni non mancarono di incrementare il già ricco patrimonio architettonico cittadino e dei territori limitrofi: la reggia di Capodimonte, quella di Caserta e di Portici, il Belvedere di San Leucio e la tenuta di Carditello sono tutti gioielli dell’epoca borbonica. Napoli si affacciò all’età Contemporanea con alle spalle una storia unica e ricchissima, visibile nell’enorme quantità di monumenti e di ricchezze del suo centro storico unico al mondo.[/expand]