Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

Il sito, collocato in provincia di Treviso, comprende una fascia collinare che da Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di Vittorio Veneto. Quest’area è caratterizzata da una particolare conformazione geomorfologica, denominata hogback, costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi allungati in direzione est-ovest e intervallati da piccole valli parallele tra loro.

In questo ambiente, l’uomo ha saputo nei secoli adattarsi, modellando le ripide pendenze e perfezionando la propria tecnica agricola. Espressione di questa capacità adattiva è il ciglione, una particolare tipologia di terrazzamento, che utilizza la terra inerbita al posto della pietra e che viene preferita ad altre sistemazioni poiché contribuisce alla solidità dei versanti e riduce l’erosione del suolo.

Il lavoro di migliaia di piccoli viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario molteplice sia nelle forme che nella composizione. Un paesaggio definito “a mosaico”, fortemente parcellizzato e interconnesso, caratterizzato da appezzamenti vitati intervallati da un’importante presenza di elementi boscati e improduttivi che funzionano come un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi eco-sistemici di qualità.

[expand title=”Le caratteristiche del sito”]

Nel paesaggio viticolo delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene vi si riconoscono tre principali attributi, che connotano e caratterizzano la dichiarazione di valore universale per la quale il bene è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità.

Il primo elemento che si riconosce in questo territorio è il sistema geomorfologico a cordonate, definito hogback, che caratterizza la fascia collinare tra Valdobbiadene e Vittorio Veneto, sia da un punto di vista scenografico, sia come fattore limitante per la sua secolare antropizzazione e utilizzo agricolo.

In questo particolare ambiente l’uomo ha saputo adattarsi a questa tipica morfologia del territorio, coltivando la vite su ciglioni inerbiti, secondo elemento che contraddistingue queste colline. Il ciglione è una soluzione adattiva originale alla forte pendenza collinare, costituita dalla realizzazione di piccoli terrazzi in terra inerbita. Espressione dell’ottimizzazione delle tecniche viticole, nata probabilmente dall’osservazione di alcuni ciglioni “naturali”, questa pratica contribuisce alla solidità del terreno attraverso una risistemazione idraulica, riducendo l’erosione del suolo.

Le misure di queste terrazze variano dai 1-2 metri di altezza e dai 2-4 metri in larghezza.

I viticoltori hanno saputo creare un paesaggio vitivinicolo inframmezzato da boschi, alberi da frutto, prati incolti, un paesaggio a mosaico, generato da “tessere” frutto di diverse coltivazioni.[/expand]

 

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Il sito, collocato in provincia di Treviso, comprende una fascia collinare che da Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di Vittorio Veneto. Quest’area è caratterizzata da una particolare conformazione geomorfologica, denominata hogback, costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi allungati in direzione est-ovest e intervallati da piccole valli parallele tra loro.

In questo ambiente, l’uomo ha saputo nei secoli adattarsi, modellando le ripide pendenze e perfezionando la propria tecnica agricola. Espressione di questa capacità adattiva è il ciglione, una particolare tipologia di terrazzamento, che utilizza la terra inerbita al posto della pietra e che viene preferita ad altre sistemazioni poiché contribuisce alla solidità dei versanti e riduce l’erosione del suolo.

Il lavoro di migliaia di piccoli viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario molteplice sia nelle forme che nella composizione. Un paesaggio definito “a mosaico”, fortemente parcellizzato e interconnesso, caratterizzato da appezzamenti vitati intervallati da un’importante presenza di elementi boscati e improduttivi che funzionano come un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi eco-sistemici di qualità.

[expand title=”Le caratteristiche del sito”]

Nel paesaggio viticolo delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene vi si riconoscono tre principali attributi, che connotano e caratterizzano la dichiarazione di valore universale per la quale il bene è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità.

Il primo elemento che si riconosce in questo territorio è il sistema geomorfologico a cordonate, definito hogback, che caratterizza la fascia collinare tra Valdobbiadene e Vittorio Veneto, sia da un punto di vista scenografico, sia come fattore limitante per la sua secolare antropizzazione e utilizzo agricolo.

In questo particolare ambiente l’uomo ha saputo adattarsi a questa tipica morfologia del territorio, coltivando la vite su ciglioni inerbiti, secondo elemento che contraddistingue queste colline. Il ciglione è una soluzione adattiva originale alla forte pendenza collinare, costituita dalla realizzazione di piccoli terrazzi in terra inerbita. Espressione dell’ottimizzazione delle tecniche viticole, nata probabilmente dall’osservazione di alcuni ciglioni “naturali”, questa pratica contribuisce alla solidità del terreno attraverso una risistemazione idraulica, riducendo l’erosione del suolo.

Le misure di queste terrazze variano dai 1-2 metri di altezza e dai 2-4 metri in larghezza.

I viticoltori hanno saputo creare un paesaggio vitivinicolo inframmezzato da boschi, alberi da frutto, prati incolti, un paesaggio a mosaico, generato da “tessere” frutto di diverse coltivazioni.[/expand]

 

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