I Nuraghi sono costruzioni ciclopiche preistoriche tipiche della Sardegna. Testimoniano una particolare espressione architettonica della civiltà mediterranea che è databile a partire dall’Età del Bronzo, e che aveva finalità difensive e d’insediamento. Il complesso nuragico di Su Nuraxi ne è l’esempio più significativo. È costituito da un corpo centrale di cinque torri, cinto da un’ulteriore cortina muraria turrita, e da un esteso villaggio di capanne.
[expand title=”Area archeologica di Su Nuraxi”]
In un altopiano centrale della Sardegna, in posizione rialzata da cui si ammira la valle di Pardu ‘e s’eda sorge il complesso nuragico di Barumini, conosciuto con il nome di Su Nuraxi. Il nuraghe e il relativo villaggio facevano parte di un più ampio e articolato sistema di occupazione del territorio, che comprendeva anche altri nuraghi collocati nella piana e sull’altopiano della Giara di Gesturi. L’eccezionalità del sito è dovuta al fatto che è stato il primo complesso nuragico scavato in estensione con metodi scientifici, portando all’attenzione degli studiosi la civiltà nuragica. Costruito nella metà del II millennio a.C., presenta una lunga continuità di vita, fino al VII secolo a.C. e poi in età punica e romana. Il complesso è costituito da una torre principale raccordata ad altre quattro torri che si aprono su un cortile centrale, a loro volta circondate da un antemurale con sette torri unite da sette rettilinei. La torre centrale raggiungeva una altezza di 20 metri, con un diametro alla base di circa 10 metri. A ridosso del mastio, prevalentemente verso est, si sviluppa l’abitato di capanne (circa 50) a pianta circolare, semplice o complessa. È stato ipotizzato che il nuraghe costituisse una sorta di reggia fortificata destinata alla famiglia dominante, al capo tribù, e che le capanne del villaggio fossero, invece, abitate dal resto della popolazione dedita alle attività produttive, come la pastorizia, l’agricoltura e l’artigianato. In alcune di esse si individuano il focolare e il pozzo. Si distinguono anche strutture più ampie, forse destinate ad usi collettivi, per assemblee o per la celebrazione del culto. Tra queste si annovera la cosiddetta “ Capanna delle riunioni”, caratterizzata da un sedile in pietra che corre lungo il perimetro interno.[/expand]
[expand title=”I Nuraghi della Sardegna”]
I nuraghi sono costruzioni tipiche della civiltà protosarda. Il loro aspetto è quella di torri tronco-coniche, costruite con blocchi più o meno rozzi in posizione in genere strategica per il controllo del territorio, su pendii, al centro di altopiani e piane, sulla sommità delle alture, in prossimità delle vie di passaggio e di punti di approvvigionamento idrico. I nuraghi sono architetture protostoriche esemplari che mostrano un’originale interazione tra l’uomo e l’ambiente e una capillare occupazione del territorio (se ne contano circa 8000), volta allo sfruttamento delle materie prime, dei campi e dei pascoli. I nuraghi più complessi, come quello di Su Nuraxi a Barumini, dovevano rappresentare la sede del potere locale. Costruiti tra il XVII e il XIII a.C., i nuraghi sono abitati lungo tutto il perdurare della civiltà nuragica e, in alcuni casi, continuano ad essere utilizzati anche in età punica e romana, con frequentazioni che talvolta persistono fino al periodo medievale.[/expand]