La città di Assisi evoca emozione e fascino in ogni stagione. La sua luce, le sue atmosfere, i suoi silenzi avvolgono il viaggiatore nell’intatto paesaggio medievale che vide la nascita del Francescanesimo. Persino le pietre dei suoi edifici, carichi di storia, emanano suggestioni indefinibili e invitano a vivere una nuova dimensione dello spirito.
[expand title=”Dalle origini all’Alto Medioevo”]
Le origini di Assisi si perdono nell’Antichità; alcuni reperti pongono il luogo in relazione con la popolazione degli Umbri, e le prime tracce di insediamento stabile sono riferibili al VI secolo a.C. In epoca romana il centro assume un chiaro assetto urbanistico, anche in funzione della sua elezione a municipio, avvenuta nell’89 a.C. Vengono innalzati in questo periodo, all’interno delle mura perimetrali, i monumenti più significativi sia civili che di culto. Sono giunte a noi porzioni notevoli di edifici, tra cui il Tempio di Minerva, il Foro Romano, l’Anfiteatro ed una lunga serie di iscrizioni e reperti oggi conservati nel Museo del Foro Romano. Con il tramontare dell’Impero anche Assisi inizia il suo declino, subendo assedi da parte di Goti e Longobardi.[/expand]
[expand title=”Lo sviluppo del Comune, San Francesco e l’Ordine francescano”]
Dopo il Mille, anche grazie alla spinta di un rinnovato vigore dei traffici commerciali e alla conseguente ripresa di ogni attività, Assisi si arricchisce di nuovi palazzi e luoghi di culto. Nel XII secolo si costituisce come comune: è un periodo di rinascita, soprattutto religiosa, in virtù della presenza di un uomo, San Francesco, qui nato nel 1182, il cui pensiero e il cui esempio, assolutamente rivoluzionari per l’epoca, riescono a divenire faro per l’umanità. Con le armi della povertà e della fede, Francesco fonda un ordine mendicante e si fa interprete di un messaggio universale di fratellanza e amore.[/expand]
[expand title=”Luoghi francescani: luoghi dell’anima”]
Nei secoli la città si dota di notevoli monumenti architettonici, alcuni dei quali impreziositi da opere d’arte, in primo luogo pittoriche, dei maggiori maestri italiani. Tra questi monumenti vanno ricordati: la Basilica Papale di San Francesco – complesso di due chiese sovrapposte: la Basilica Inferiore (in stile romanico, eretta tra il 1228 e il 1230) e la Basilica Superiore (in stile gotico, realizzata tra il 1236 e il 1239) – contenente la cripta con il corpo del Santo e con eccezionali testimonianze dell’arte del XIII e del XIV secolo, di maestri quali Cimabue, Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti. La Chiesa di Santa Chiara (metà del XIII secolo), dedicata alla fondatrice delle Damianite, così chiamate perché vivevano nel convento di San Damiano, chiamate poi in suo onore poi Clarisse; il Duomo di San Rufino (facciata del XIII secolo), la Chiesa di San Pietro (XIII secolo), Santa Maria Maggiore, la Chiesa Nuova (1615).
La Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola è una imponente chiesa sorta per proteggere la chiesetta che fu culla del Francescanesimo, chiamata Porziuncola, il luogo sacro dove San Francesco morì. Le fonti francescane narrano che proprio alla Porziuncola, il Santo fondò l’Ordine dei Frati Minori, accolse i primi fratelli e fondò l’Ordine delle Clarisse nel 1211.[/expand]
[expand title=”Città-santuario di valori universali”]
I principi ispiratori e fondanti dell’opera francescana hanno contribuito, assieme al genio creativo delle arti e dell’architettura, a qualificare l’essenza di Assisi e del suo territorio. Radicato nello spirito del Medioevo, il binomio città-campagna trova qui un’espressione unica e di rara bellezza, a maggior ragione se vi si legge il grande lavoro di un’epoca tanto vivificante quanto ricca di mistero. Il tessuto cittadino assisano, come modello di civiltà comunale, si unì al pensiero e alla progressiva caratterizzazione di un paesaggio rurale sostenibile e compatibile. La bellezza antropica e civile era sentita fortemente simbiotica con quella spirituale e religiosa, e in virtù di una forza armonizzante e di un sentimento estetico anche nei riguardi del mondo naturale. Nel paesaggio d’Assisi accanto agli elementi naturali, come il Monte Subasio, i pendii erbosi e le macchie smeraldine dei boschi, trovano posto gli interventi dell’opera umana: dagli eremi che definiscono una geografia sacra, fino allo splendore degli affreschi nelle chiese della città.[/expand]