Ravenna fu un importante centro dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo d.C. e in seguito capitale dell’Esarcato bizantino fino all’VIII secolo d.C. Il suo valore universale risiede nella collezione di mosaici e negli otto monumenti paleocristiani e bizantini, che esibiscono gli apporti orientali e quelli della tradizione occidentale greco-romana, in una sintesi estetica unica e di altissimo pregio. Ravenna testimonia così la realtà del Mediterraneo in età tardo antica e alto medievale.
[expand title=”Gli otto monumenti del Riconoscimento UNESCO”]
I monumenti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità sono: il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri Neoniano e degli Ariani, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.[/expand]
[expand title=”Mausoleo di Galla Placidia”]
Il mausoleo fu edificato tra il 425 e il 450 d.C. per accogliere la tomba della nobile dama; si tratta di un edificio a croce latina, celebre per i mosaici contenuti all’interno. Come per altri edifici ravennati paleocristiani, l’essenzialità dell’esterno in mattoni rossi si contrappone all’esplosione artistica e cromatica delle decorazioni musive interne. Il ciclo musivo è tra i più antichi di Ravenna e illustra il tema della vita e della morte e della redenzione. Sembra tuttavia che Galla Placidia sia stata sepolta a Roma.[/expand]
[expand title=”Battistero Neoniano o degli Ortodossi”]
Edificato attorno all’inizio del V secolo d.C., il Battistero presenta una pianta ottagonale con absidi su lati alternati. L’esterno è in laterizio, mentre le decorazioni interne a mosaico, fatte realizzare dal vescovo Neone, riflettono ascendenze ellenico-romane. Nella cupola si trova un medaglione centrale mosaicato che raffigura il Battesimo di Cristo, con la colomba dello Spirito Santo e la personificazione del fiume sacro Giordano. Tutto intorno la processione degli apostoli alternati a simboli battesimali.[/expand]
[expand title=”Battistero degli Ariani”]
Il Battistero degli Ariani venne costruito nel corso del regno di Teodorico, ricalcando la struttura di quello Neoniano: la pianta ottagonale, con absidi sui lati alternati, gli esterni in laterizio, gli interni a mosaico col medesimo impianto iconografico. Nella cupola è conservato uno splendido mosaico del Battesimo di Cristo e i dodici apostoli. L’arianesimo, dottrina fondata da Ario e religione ufficiale della corte di Teodorico, fu condannato come eresia dal concilio di Nicea (325 d.C.).[/expand]
[expand title=”Basilica di Sant’Apollinare Nuovo”]
Questa basilica venne fatta costruire per il culto ariano da Teodorico agli inizi del VI secolo e dedicata a Cristo. Dopo la riconquista bizantina passò al culto cattolico (metà VI secolo), ma solo nel IX secolo venne titolata a S. Apollinare, quando vi furono trasportate le spoglie del santo dalla basilica di Classe, esposta in quel periodo ai saccheggi dei pirati. La Basilica presenta una facciata timpanata ed era probabilmente racchiusa da un quadriportico; il loggiato di marmo addossato alla facciata risale al XVI secolo. Affiancato alla struttura si eleva il campanile a base circolare (IX o X secolo). L’interno è suddiviso in tre navate da due file di colonne in marmo greco. Sulle pareti si trova il ciclo musivo bizantino più esteso e meglio conservato in cui si identificano due fasce decorative: la fascia superiore di età teodoriciana, è formata da tredici pannelli con scene di miracoli e parabole del Cristo; quella inferiore, bizantina, un corteo di vergini e martiri. Sono inoltre rappresentati il porto e la città di Classe, con le belle mura merlate e tre navi e il palazzo di Teodorico con la città di Ravenna. Al tempo di Teodorico, sotto le arcate, erano rappresentati personaggi del culto ariano, successivamente cancellati o coperti da tendaggi.[/expand]
[expand title=”Cappella Arcivescovile”]
Edificata per volontà del vescovo Pietro II, era l’oratorio privato dei vescovi durante il governo teodoriciano, è l’unico esempio di cappella arcivescovile paleocristiano giunto fino a noi. Costruita a pianta a croce greca, al suo interno è caratterizzata da una fascia inferiore ricoperta soltanto da marmi chiari, mentre nella fascia superiore si trova un eccezionale ciclo musivo che afferma l’ortodossia anti-ariana.[/expand]
[expand title=”Mausoleo di Teodorico”]
È l’unica tomba di re barbarico giunta a noi. Il Mausoleo, costruito in blocchi di bianca pietra d’Istria affiancati a secco e agganciati con grappe metalliche, ha un aspetto imponente e massiccio. L’edificio ha pianta interna a croce greca mentre all’esterno appare come decagonale, chiuso da una cupola superiore molto schiacciata. Venne riportato alla luce completamente soltanto nell’Ottocento, perchè per diversi secoli le acque del fiume Badareno l’avevano sommerso.[/expand]
[expand title=”Basilica di San Vitale”]
Si tratta del principale monumento della città, tra più importanti dell’arte paleocristiana in Italia. Ha pianta ottagonale e presenta un’enorme cupola emisferica che misura circa 16 metri di diametro. Abside e presbiterio conservano uno straordinario ciclo musivo a testimonianza dell’arte bizantina e delle forti influenze orientali. Vi sono rappresentate scene bibliche come la Cena di Abramo e il Sacrificio di Isacco e quadri con i sovrani Giustiniano e Teodora. San Vitale venne consacrata dall’arcivescovo Massimiano nel 548 d.C. Gli affreschi nella cupola sono stati realizzati da Barozzi e Gandolfi nel 1780.[/expand]
[expand title=”Basilica di Sant’Apollinare in Classe”]
Consacrata dall’arcivescovo Ursicino nel 549 d.C., la Basilica rappresenta una delle architetture sacre bizantine di Ravenna meglio conservate. I mosaici interni sono di raro valore e pregevoli sono anche i sarcofagi marmorei degli arcivescovi collocati nelle navate laterali. Come molti altri monumenti ravennati che subirono i cambiamenti dell’assetto idrogeologico della zona, talvolta finendo bagnati dall’acqua, talvolta subendo un innalzamento del livello del terreno circostante, anche la Basilica di Sant’Apollinare in Classe non sorse nello stesso paesaggio che vediamo oggi. La Basilica si trova attualmente nella campagna ravennate, mentre un tempo era in riva al mare, non lontano dall’insediamento di Classe, che in età romana possedeva una considerevole flotta di cui sono stati rinvenuti i resti.[/expand]