Il complesso monumentale di Piazza del Duomo di Pisa è costituito da quattro edifici di eccezionale valore artistico, culturale, religioso e storico: il Duomo, la Torre Campanaria, il Battistero, il Camposanto risplendono nel loro biancore marmoreo su un vasto manto erboso che ne delinea lo spazio fisico e allo stesso tempo ne amplifica la pregnanza simbolica. Sono il felice frutto di un grandioso progetto che mirava a mostrare al mondo il valore culturale, economico e politico della città di Pisa, allora Repubblica Marinara e potenza del Mediterraneo nel X e XII secolo. Le presenze monumentali della Piazza sono spazi sacri e  rappresentano i momenti fondamentali del ciclo della vita del cristiano, dalla nascita alla morte nel suo cammino entro la fede; nelle soluzioni costruttive e decorative, rappresentano un unicum definito stilisticamente il romanico-pisano, che costituisce una tappa importante nello sviluppo delle arti plastiche e architettoniche dell’Occidente e che riflette influenze culturali molteplici (araba, bizantina, lombarda, romana) a testimonianza del composito e dinamico quadro dell’Europa meridionale dell’epoca.

[expand title=”La Piazza del Duomo. Bellezza artistica e scenografica, valore spirituale, testimonianza storica”]
A Gabriele D’Annunzio si deve il poetico nome di “Piazza dei Miracoli” attribuito al complesso monumentale di Pisa formato dalla Cattedrale assieme alla Torre Campanaria, al Battistero e al Camposanto. La Piazza dei Miracoli suscita oggi meraviglia e ammirazione nei visitatori che giungono al suo cospetto e avvertono l’elegante dialogo che ciascun edificio intrattiene con gli altri. La Piazza, infatti, è un tutto armonico sotto il profilo estetico che presenta elementi ricorrenti, come i rivestimenti in marmo bianco e gli intarsi geometrici, le arcatelle cieche, gli ordini di colonnine sormontate da archetti a tutto sesto. Anche sotto il profilo simbolico, la” Piazza dei Miracoli” esprime un significato unitario; l’area sacra monumentale riusciva, infatti, ad accompagnare il fedele per tutto l’intero ciclo della sua vita, dall’ingresso nella comunità cristiana celebrato con il battesimo, alla crescita e alla maturità con la prassi ordinaria del culto, dei sacramenti e delle cerimonie religiose straordinarie, fino al riposo delle spoglie terrene prima attorno e nei pressi della stessa cattedrale e, in seguito, nel Camposanto. La” Piazza dei Miracoli” era il cuore della vita religiosa ma anche civile in epoca altomedievale, poiché era luogo di formazione del senso di appartenenza comunitaria e forte motivo di orgoglio per i cittadini, dove si svolsero anche nei secoli successivi eventi collettivi tradizionali e civili di rilievo registrati dalla storia.[/expand]

[expand title=”Ragioni storiche della collocazione urbanistica della Piazza del Duomo”]
Perchè i pisani vollero edificare la loro nuova cattedrale in una posizione che risultava marginale rispetto al centro della città in epoca altomedievale? Rispondendo a tale quesito si potrà comprendere anche il valore della piazza monumentale, quale manifestazione fisica e artistica del potere e della ricchezza di Pisa stessa. Il sito si trovava presso il tratto nordoccidentale delle antiche mura cittadine e vi scorreva accanto un fiume scomparso ma allora navigabile, l’Auser che poi confluiva nell’Arno, mentre a Nord si trovavano campi coltivati da cui provenivano gli approvvigionamenti per la città. L’area era in posizione favorevole all’interno della rete viaria e fluviale toscana come dimostrato da recenti studi archeologici che hanno individuato un porto fluviale sul corso dell’Auser situato a poca distanza da dove si trova la piazza odierna. La collocazione del cantiere della cattedrale perciò era funzionale per beneficiare di tale scalo sul fiume e ricevere agevolmente i materiali da costruzione,  legno e marmi,  estratti dalle cave e dalle foreste dei vicini Monti Pisani. Il porto sull’Auser sembra fosse attivo dall’epoca etrusca e fino al V secolo d.C. e ricoprì un ruolo importante nello sviluppo dell’insediamento pisano quale centro marittimo dell’alto Mediterraneo.[/expand]

[expand title=”La Cattedrale”]
Nel sito della “ Piazza dei Miracoli” erano stati eretti edifici sacri già in epoca paleocristiana che vennero soppiantati dalla nuova grandiosa Cattedrale di Santa Maria fondata nel 1064; l’imponente cantiere venne messo in opera anche grazie alle ricchezze conquistate con la vittoriosa spedizione di Pisa contro la Palermo dei Saraceni, da cui le navi pisane ritornarono cariche di un bottino entrato nella leggenda. Pisa allora si trovava nella sua età dell’oro ed era riconosciuta una delle più grandi potenze del Mediterraneo occidentale. I cantieri medievali funzionavano con un buon livello di razionalizzazione del lavoro, sia per quanto riguarda i rifornimenti dei materiali e il loro trasporto, sia per l’organizzazione dei tempi in relazione agli stadi di lavorazione e al clima stagionale, sia, infine, per coloro che vi erano impegnati: maestri d’opera e artisti venivano spesso registrati in iscrizioni poste nei monumenti eretti per tramandarne in eterno la memoria. E così avvenne anche a Pisa. Iscrizioni epigrafiche sulle pareti della Cattedrale raccontano le vicende di costruzione del mirabile tempio cristiano “di marmo bianco come la neve”, ideato dall’architetto Buscheto, il cui sarcofago è murato nella stessa parete. Nella costruzione delle fiancate vennero impiegate lastre d’epoca romana forse a sottolineare la solidità della potenza pisana che si annunciava allora come “l’altra Roma”. Il completamento dell’edificio e la facciata vennero realizzati da Rainaldo e la consacrazione fu celebrata nel 1118. La pianta della Cattedrale è a croce latina, con cinque navate nel corpo centrale e tre navate nel transetto dotato di absidi; una cupola ellittica si erge all’incrocio del transetto con la navata principale; i molteplici colonnati dividono lo spazio in modo originale e creano dei giochi prospettici che ricordano le moschee antiche, come anche le tarsie bicromatiche marmoree ed altri elementi decorativi ispirati alla tradizione artistica islamica della stessa epoca. Nel catino absidale si trova un mosaico dell’inizio del Trecento raffigurante Cristo in maestà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista – quest’ultima figura opera di Cimabue. La decorazione della Cattedrale proseguì nei secoli successivi ma, alla fine del Cinquecento, un incendio costrinse un rinnovamento interno che vide il rifacimento del soffitto ligneo a cassettoni (dove venne posto l’emblema mediceo), nuovi dipinti, l’esecuzione dell’affresco della grande cupola (con l’Assunzione della Vergine e i Santi dei fratelli Riminaldi, Girolamo e Orazio).[/expand]

[expand title=”Il Battistero”]
Il Battistero è il monumento che rappresenta la nascita, l’ingresso dell’individuo nella comunità dei fedeli e racchiude il duecentesco fonte battesimale ottagonale di Guido da Como e il superlativo pulpito esagonale di Nicola Pisano. La struttura è a pianta circolare ed è opera dell’architetto Diotisalvi che avviò i lavori nel 1152. Fu un opera corale, nel senso che le cronache riportano la partecipazione della cittadinanza alla sua costruzione e in particolare alla messa a dimora degli alti pilastri e colonne in granito provenienti dall’Isola d’Elba e dalla Sardegna. Il Battistero presenta lo stesso stile della cattedrale con le ampie arcate cieche del basamento, la corona del loggiato al primo ordine, le bicromie marmoree dei rivestimenti. L’edificio mostra influenze lombarde e bizantine (in particolare nel portale maggiore) e sembra che si volesse richiamare al Santo Sepolcro di Gerusalemme, a memoria dei legami della città con l’Oriente e delle imprese dei Crociati in Terra Santa. Nel Battistero vi sono quattro portali, coincidenti con i quattro punti cardinali; il portale maggiore ad Ovest, che si apre davanti alla Cattedrale, presenta decorazioni romaniche con bassorilievi su temi e figure bibliche, in particolare su San Giovanni Battista, ma sono presenti anche raffigurazione dei mesi. Nella seconda metà del Duecento Nicola Pisano e suo figlio Giovanni accrebbero la maestosità del Battistero con una complessa ornamentazione gotica degli ordini superiori con  cuspidi e pinnacoli: il loggiato venne adornato da una serie di busti incorniciati e raffiguranti i profeti e gli evangelisti. Nel secolo successivo si procedette alla copertura dell’edifico con una doppia cupola spettacolare.[/expand]

[expand title=”Il Campanile”]
La Torre Campanaria della Cattedrale venne progettata anch’essa a pianta circolare e risale al 1173. L’autore del progetto fu Bonanno Pisano o forse Diotisalvi. Si tratta di uno dei monumenti italiani più celebri nel mondo, che ogni giorno viene visitata e fotografata da folle di turisti estasiati. È una torre campanaria che raggiunge un’altezza dal suolo di circa 58 metri e colpisce l’immaginazione poiché unisce l’eccezionale finezza compositiva all’imponenza monumentale, unitamente alla sua caratteristica ‘pendenza’, che sfida la gravità terrestre. Il suo rigore estetico esterno si basa su otto ordini o livelli. Il primo livello è costituito dal basamento con arcate cieche a tutto sesto (come nella Cattedrale e nel Battistero) a cui si sovrappongono sei loggiati percorribili (ciascuno con 30 colonnine con arcatelle a tutto sesto); la torre si chiude con la cella campanaria che è raggiungibile con un’ascesa di quasi 300 gradini ed è ornata di una decorazione articolata e caratterizzata dalla bicromia. L’immenso cilindro marmoreo del Campanile racchiude un’anima vuota, nel senso che il suo interno è cavo allo scopo di rendere l’intero corpo di fabbrica più leggero e di agevolare le fasi costruttive. Perché il Campanile è divenuto la “Torre pendente”? A causa della tipologia degli strati di terreno sabbioso e argilloso in cui affondano le sue fondamenta, la torre iniziò presto a manifestare una pericolosa inclinazione che tuttavia non sembrava destinata a determinare il crollo del monumento. Il Campanile richiese nei secoli periodici interventi di manutenzione, con la sostituzione di colonne, capitelli o altri elementi danneggiati dall’esposizione agli agenti atmosferici o da altri eventi particolari come scosse sismiche. Nell’Ottocento si attuarono alcune misure per prosciugare gli affioramenti d’acqua attorno alla base del campanile e vennero inseriti tiranti in ferro allo scopo di rendere più stabile la struttura. Al contrario delle aspettative, i provvedimenti aggravarono la pendenza, poiché alterarono il fragile equilibrio del monumento e non si basarono su studi approfonditi sulla natura del terreno di fondazione, o sulle caratteristiche statiche e strutturali del prezioso edificio. Nel corso del XX secolo e in particolare nell’ultima campagna di recupero e tutela promossa dal Ministero per i Lavori Pubblici si procedette con una prospettiva interdisciplinare: una Commissione internazionale elaborò un piano di intervento per stabilizzare il Campanile e preservarlo nel tempo. Oggi la pendenza del Campanile è pari a circa 5 gradi e mezzo (10%). Viene costantemente monitorato ed è stato consolidato affinché continui a lungo a svettare nel cielo con la sua incredibile pendenza.[/expand]

[expand title=”Il Camposanto”]
Negli anni ‘70 del Duecento, Federico Visconti, arcivescovo di Pisa, donò i terreni e gli orti che si trovavano adiacenti al complesso della Cattedrale per destinarli alla costruzione di un nuovo cimitero dove trasferire i sarcofagi e le arche romane reimpiegate per le sepolture dei membri di prestigio e potere della comunità pisana che si erano via via affollati attorno alla Cattedrale. Lo spazio circostante il Duomo si sarebbe così liberato e meglio impiegato “al pubblico uso”: prese così forma compiuta l’idea della Piazza dei Miracoli. Il Camposanto sorse nella fascia di terreno poco a nord-ovest della Cattedrale parallela al fiume e venne strutturato come un ampio porticato rettangolare; nella zona centrale a cielo aperto vennero sistemati i sarcofagi antichi mentre all’interno delle gallerie del chiostro venne realizzato nel corso del Trecento un ciclo di affreschi con Storie dei Santi Pisani e del Vecchio Testamento, a cui lavorarono artisti come Francesco Traini e molti altri pittori fiorentini tra cui Buonamico Buffalmacco, che fu protagonista di novelle di Boccaccio, e Taddeo Gaddi. La raccolta delle sinopie, cioè dei disegni preparatori degli affreschi del Camposanto si trovano oggi esposti nel Museo delle Sinopie, ospitato nell’edificio duecentesco dello Spedale Nuovo. Questo edificio fu eretto su ordine di papa Alessandro IV a partire dal 1257, e accolse per secoli malati, poveri, pellegrini ed orfani. La sua fabbrica definì il margine meridionale della Piazza della Cattedrale.[/expand]

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