Il paesaggio della Val d’Orcia si è formato a partire dal Medioevo, quando nel territorio sorsero pievi, borghi e poderi, in buona misura oggi esistenti, che conservano atmosfere e tradizioni rurali antiche. La poesia del panorama orciano fu fonte d’ispirazione per gli artisti rinascimentali della Scuola senese, divenendo nei secoli l’ideale del vivere in armonia con la natura.

[expand title=”Il passaggio dell’uomo nella natura, percorsi di armonia”]
L’aspetto della Val d’Orcia rispecchia le dinamiche di insediamento e distribuzione della popolazione centroitaliana a partire dai secoli dell’Alto Medioevo: nella regione si passò dalla “azienda curtense” al fenomeno dell’incastellamento, quando, lungo la Via Francigena, si ripristinarono i movimenti di uomini e merci su uno dei più importanti assi viari tra Roma e il mondo d’Oltralpe. Fra Trecento e Quattrocento si registrò un regresso demografico e la costruzione delle abitazioni (con una maggiore diffusione di case isolate) non fu più legata al borgo fortificato medievale, ma si collegò piuttosto alle abitudini agricole ed economiche della mezzadria, della coltivazione dei cereali, della vigna, dell’olivo e dell’allevamento ovino che prevedeva gli spostamenti della transumanza. Il tema del passaggio, colto anche nel fenomeno particolare della transumanza delle pecore, caratterizzò dunque simbolicamente la Val d’Orcia conferendo a queste terre un valore speciale: un luogo di incontro, interscambio, equilibrio e armonia tra uomo e natura. È un luogo che ha preso la forma attuale nel corso dei secoli, in particolar modo nel Rinascimento, quando la Val d’Orcia e le strutture ecclesiastiche in essa inserite si definiscono all’interno di un vasto progetto “statale” del territorio senese, in collegamento ai movimenti delle diocesi e degli ordini religiosi, coerentemente agli ideali architettonici dell’epoca. Un altro tipo di passaggio è tra i connotati essenziali del territorio valdorciano: lo scorrere del fiume, che dà il nome a questa valle, è un elemento che, come sempre è stato in ogni parte del mondo, identifica materialmente, simbolicamente e anche storicamente le terre popolate. Opportunità, strumento, occasionale difficoltà da affrontare o fortunata circostanza da sfruttare, il fiume attraversa, si lascia attraversare e permette il passaggio, rappresentando un movimento originario e naturale che accompagna l’uomo, continuamente alle prese con la modifica del paesaggio attorno a sé.[/expand]

[expand title=”Un idillio paesaggistico ed estetico che dura nei secoli attraverso l’arte”]
L’arte come rappresentazione del reale scelse nel Rinascimento un soggetto eccellente quale la Val d’Orcia per fissare, attraverso i maestri della pittura, i canoni di una bellezza naturale straordinaria. Dolci pendii collinari come morbide dune, distese dorate di spighe di grano, campi attraversati da file di cipressi che svettano nel paesaggio donandogli personalità e contrasto cromatico, le vigne che si accostano alla macchia del fondo valle, i sentieri di terra battuta come cornici: questi gli elementi che affascinarono e colpirono l’occhio degli artisti rinascimentali alla ricerca di quella ‘natura’ idealizzata e mitologica capace di elevare lo spirito dell’uomo. Il ricco e splendido orizzonte della Val d’Orcia divenne oggetto di riflessione della Scuola Pittorica Senese, sviluppatasi tra il XIII e il XV secolo: attraverso la graduale espressione e il fiorire del paesaggio nella pittura come immagine culturale, si elaborò la sua caratterizzazione in quanto elemento dotato di proprio valore estetico. I pittori della Scuola Senese, fra i quali i fratelli Lorenzetti e Simone Martini, seppero fissare nelle loro opere i tratti del paesaggio toscano che divennero i canoni di riferimento per rappresentare la bellezza del territorio italiano e che costituirono un’esperienza unica per la storia dell’arte mondiale.[/expand]

[expand title=”Beni nel Riconoscimento”]
L’area coperta dal rinoscimento UNESCO comprende i centri storici dei Comuni di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia.[/expand]

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