È il più antico orto botanico del mondo, modello di molti orti botanici in Europa. Nasce come orto medicinale dell’Ateneo di Padova nel 1545, per lo studio delle piante e delle loro applicazioni terapeutiche. La fama dell’Orto cresce rapidamente accompagnata dall’aumento delle specie coltivate anche per merito dei commerci di Venezia. L’Orto attira molti studiosi e ispira trattati ed erbari divenuti classici della disciplina. Dopo quasi cinque secoli di attività di ricerca scientifica, l’Orto conserva il disegno dell’originario impianto cinquecentesco basato sul quadrato inscritto nel cerchio (hortus conclusus).

[expand title=”L’orto botanico, rinascita culturale e scientifica”]
Nell’ampio contesto dei valori umanistico-rinascimentali, lo sviluppo degli orti botanici rappresentò una tappa importante nella storia culturale dell’Italia e conseguentemente dell‘Europa. Grazie alla posizione avanguardistica italiana per quanto riguarda sia le belle arti che le scienze, il Rinascimento poté cominciare a diffondersi anche nella botanica. In particolare l’Orto Botanico di Padova costituì il simbolo dell’incontro dei diversi settori della scienza nel loro sviluppo, il luogo in cui si incontrarono anche la natura e la cultura attraverso progetti architettonici ed ornamentali fondati sul senso e il gusto per il nuovo, la scoperta, la condivisione. Da un lato l’arte, l’astrologia e l’architettura influirono sulla nascita del giardino botanico, dall’altro la ricerca e l’insegnamento procedettero di pari passo all’insegna della nuova visione del mondo.[/expand]

[expand title=”Valore scientifico, architettonico e simbolico dell’Orto Botanico di Padova”]
Alla ricerca di un’armonia universale che racchiudesse in un unico abbraccio l’uomo, la sua scienza e la sua cultura insieme alla natura, la fondazione ufficiale dell’Orto botanico dell’Università di Padova (avvenuta il 7 luglio 1545) fu corredata da progetti e documenti che attestano intenzioni estetiche ed artistiche oltre che scientifico-didattiche: accanto all’istituzione scientifica si volle anche costruire un bell’edificio. Anche detto “giardino dei semplici”, poiché destinato inizialmente alla sola coltivazione delle piante (semplici appunto) usate per produrre i cosiddetti medicamenti composti, l’Orto patavino non costituì dunque soltanto un passo avanti fondamentale per la storia della medicina e della scienza botanica, ma anche un esempio illustre ed eccezionale di quelli che furono i canoni estetici del Rinascimento per l’architettura dei giardini, e nel mondo occidentale è il più antico conservatosi e giunto fino a oggi nella sua forma e ubicazione iniziali. Nel dialettico rapporto tra ispirazione classica e apertura moderna, il disegno dell’Orto Botanico di Padova oltrepassa il campo dell’architettura e si arricchisce di interessanti valori simbolici, fantastici, allegorici e metafisici.[/expand]

[expand title=”Un giardino ideale”]
Senza precedenti nella storia dell’architettura dei giardini, il progetto di Padova si applicò a una vasta area edificabile. La pianta circolare che sorge al centro del giardino, rigidamente articolata secondo i principi geometrici e planimetrici rinascimentali già di Leon Battista Alberti, ha un quadrato inscritto che è a sua volta diviso da due assi ortogonali orientati secondo i punti cardinali. Tale forma, di cerchio con quadrato inscritto, richiama il sistema di proporzioni del Rinascimento, fondato sull‘equivalenza tra macrocosmo e microcosmo. Anche il modello rinascimentale di città ideale era basato sul medesimo schema, rispetto al quale dunque l’Orto Botanico di Padova rappresenta un sublime esempio ed analogo nell’ambito dei giardini. All’esterno dell’area centrale detta hortus sphaericus ci sono altri quattro settori. Nel complesso l’opera rimanda all’immagine del cosmo così come era concepita nelle culture da Oriente a Occidente, dallo schema di un mandala alla matematica cosmica dei multipli di quattro. Si tratta di un’espressione altamente efficace e di grande potenza simbolica, in grado di comunicare tuttora a un visitatore del terzo millennio quello spirito del tempo che aleggiava nel Rinascimento e che continua a nutrire di sé l’uomo di tutte le epoche, disposto ad attraversare la magia di questo luogo unico al mondo.[/expand]

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The world’s oldest botanic garden is also the model for may other gardens in Europe. It was founded as the medicinal plant garden for the university of Padova in 1545 and was used to study plants and their therapeutic properties. The reputation of the garden grew rapidly, together with an increase in the species if housed as a contribution of Venice merchants. The Garden attracted countless scholars and inspired classical treatises on this subject. After almost five centuries of remarkable scientific research, the Garden still retains its traditional XVI century layout, which consists of a square inserted in a circle (hortus conclusus).

[expand title=”The botanic garden, a cultural and scientific renaissance”]
Within the vast context of humanistic and renaissance values, the rise of botanic gardens stood as a very important step along the cultural history of Italy and later Europe. Thanks to the avant-garde position Italy enjoyed both in terms of science and fine arts, the Renaissance trickled down and spread to botany, too. More specifically the Botanic Garden of Padova stood as the symbol of several scientific discipline coming together in their development, a place where nature and culture hybridised in the form of architectural and ornamental projects based on sense and taste for novelty, discovery and sharing. Art, astrology and architecture on one side, influenced the establishment of the botanic garden; on the other, research and education went hand in hand with a new vision of the world.[/expand]

[expand title=”Scientific, architectural and symbolic value of Orto Botanico di Padova”]

In pursuit of universal harmony embracing mankind, its science, culture and nature, the official institution of the Botanic garden at the University of Padova (on 7 July 1545) went together with products and documents that testify to the aesthetic and artistic intentions as well as scientific-didactic ones: next to scientific education its patrons wanted also to build a pleasant building. Also known as “giardino dei semplici”, being initially meant solely for (simple) plant farming in order to produce the so-called composite medications, the Botanic garden of Padova was not just a key step forward in the history of medicine and botany, but also a clear and exceptional examples of the aesthetic tenets of the Renaissance for garden design and landscaping, as well as the oldest in the Western world still preserved and available in its pristine shape and location. In the dialogue between classical inspiration and modern enlightenment, the design of Orto Botanico di Padova surpassed mere architecture and took interesting symbolic, mythological, allegorical and metaphysical values.[/expand]

[expand title=”An ideal garden”]

Without any precedent in the history of garden architecture, the project in Padova involved a vast building area. The circular base at the centre of the garden, strictly developed according to Renaissance proportions and plans already introduced by Leon Battista Alberti, features a square that, in turn, is divided by two orthogonal lines in the direction of the four cardinal points. This shape, a circle with a square, is quotation of Renaissance proportion system, based on the equivalence between macrocosm and microcosm. The Renaissance model of an ideal city, too, was based on the same schema, in whose light the Botanic Garden of Padova stands as a sublime example and specimen as it applies to garden design. Outside of the central portion, called hortus sphaericus there are other four sectors. As a whole the complex is a reference to the cosmos as it was conceived in cultures from the east and the west, from the pattern of a mandala to the cosmic mathematics of the multiples of four. It is a highly effective and very powerfully symbolic expression, one that can communicate to third-millennium visitors.[/expand]

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Il s’agit du premier jardin botanique du monde, un véritable modèle pour plusieurs jardins botaniques en Europe. Il fut fondé en 1545 comme jardin médicinal de l’Athénée de Padoue, pour étudier les plantes et leurs applications thérapeutiques. La renommée du Jardin augmenta rapidement, de même que le nombre des plantes et des espèces cultivées, grâce aussi aux commerces de Venise. Le Jardin attira beaucoup de spécialistes et inspira plusieurs traités et herbiers qui sont devenus des classiques. Après presque cinq siècles d’activité scientifique, le Jardin garde encore le dessin de la structure originelle du XVIe siècle de forme carré et inscrit dans un cercle (hortus conclusus).

[expand title=”Le Jardin botanique, la renaissance culturelle et scientifique”]

Parmi les valeurs humanistiques typiques de la Renaissance, le développement des jardins botaniques représenta une étape essentielle de l’histoire culturelle italienne et européenne. Grâce à la position avant-gardiste de l’Italie relativement aux beaux-arts et aux sciences, la Renaissance se répandit aussi dans le monde de la botanique. Notamment, le Jardin Botanique de Padoue représenta le symbole du lien parmi les différents secteurs scientifiques, un véritable lieu de rencontre entre la nature et la culture qui s’exprimèrent à travers des projets architectoniques et ornementaux axés sur le sens et le goût pour la nouveauté, la découverte, le partage. D’un côté, l’art, l’astrologie et l’architecture influencèrent la naissance du jardin botanique ; de l’autre côté, la recherche et l’enseignement allèrent de pair afin de définir une nouvelle vision du monde.[/expand]

[expand title=”La valeur scientifique, architectonique et symbolique du Jardin Botanique de Padoue”]

La fondation officielle du Jardin Botanique de l’Université de Padoue (7 juillet 1545) fut motivée par la volonté de rechercher une harmonie universelle capable de fondre l’homme, la science et sa culture avec la nature et elle fut accompagnée par plusieurs projets qui en démontrèrent les intentions esthétiques, artistiques mais aussi scientifiques et didactiques: on décida d’aller au-delà de la simple institution scientifique et de se concentrer aussi sur la beauté de l’édifice. Ce jardin est appelé aussi «Jardin des Simples» parce qu’au début il était destiné à la cultivation des plantes officinales (simples) utilisées pour la production des remèdes curatifs naturels. Donc, le jardin de Padoue représenta un progrès essentiel pour l’histoire de la médecine et de la science botanique, mais aussi un exemple exceptionnel des canons de l’esthétique de la Renaissance relativement à l’architecture des jardins. Il s’agit aussi du premier jardin réalisé en Europe et, aujourd’hui, il conserve parfaitement sa structure et sa forme originaires. Au sein du rapport dialectique entre l’inspiration classique et l’ouverture moderne, le Jardin Botanique de Padoue dépasse le monde de l’architecture et acquiert des valeurs symboliques, fantastiques, allégorique et métaphysique.[/expand]

[expand title=”Un jardin idéal”]

Pour la première fois et sans précédents dans l’histoire de l’architecture des jardins, le projet de Padoue s’appliqua à un vaste terrain constructible. Le plan circulaire au milieu du jardin, respectant les principes géométriques et planimétriques énoncés par Leon Battista Alberti, est inscrit dans un carré qui est divisé par deux axes orthogonaux, selon les points cardinaux. Cette forme, c’est-à-dire le cercle inscrit dans le carré, rappelle le système proportionnel de la Renaissance qui était fondé sur l’équivalence entre le macrocosme et le microcosme. Le modèle de la ville idéale se basait sur le même plan et donc le Jardin Botanique de Padoue peut être défini comme un superbe exemple de «jardin idéal». Au-delà de la zone centrale (appelée hortus sphaericus), il y a quatre secteurs supplémentaires. Dans l’ensemble, cette œuvre rappelle l’image du Cosme typique des cultures orientales et occidentales: du mandala à la mathématique cosmique des multiples de quatre. Il s’agit d’une expression efficace et hautement symbolique, capable de communiquer encore aujourd’hui l’esprit de la Renaissance, un esprit qui fait encore partie du visiteur qui décide de traverser la magie de ce lieu unique au monde.[/expand]

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